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Ticketless – Guerra e pace

Di Furio Biagini, che la settimana scorsa ricordavo per i preziosi studi sul rapporto ebraismo-anarchia, è appena uscito un libro interessante e originale: Concedi la pace. La guerra nel pensiero ebraico dalla Torah al sionismo (Ed. l’Ornitorinco). Si tratta della rielaborazione di interventi di diversa natura (conferenze, lezioni, articoli) nati tutti in ambito ecumenico, fra associazioni ebraico-cristiane e istituti di studi biblici. Il tema della guerra è analizzato a partire dal racconto biblico, dalla storia di Caino alle guerre che devono porre fine al regno di Babilonia, raccontate nel libro di Daniele. Nella storia ebraica la guerra è una costante, ma scrive Biagini, “la caratteristica delle varie guerre cambia notevolmente secondo le varie epoche”. La ricerca parte dunque dai testi della tradizione, il Talmud e le interpretazioni rabbiniche medievali, il pensiero di Maimonide per pervenire alla elaborazione moderna, con particolare riferimento agli scritti dei maggiori rappresentanti del sionismo nelle sue diverse articolazioni Il libro è consigliabile a chi abbia a cuore il tema della violenza nelle guerre nel Novecento: aiuta a capire, per esempio, le difficoltà di conciliare l’uso della forza in una guerra “giusta” come quella che chiamò gli ebrei a combattere il nazifascismo entrando nei movimenti partigiani: un leitmotiv che riguarda anche la partecipazione alla Resistenza dei valdesi in Piemonte e dei cattolici in Veneto. Un invito al realismo politico, soprattutto una barriera contro il fanatismo ideologico e guerrafondaio. Ciò che non spiega, ma qui si entra in un discorso più delicato, l’alta presenza ebraica fra i volontari dannunziani di Fiume o nella guerra di Libia, ma almeno dovrebbe rassicurarci se, come sembra ormai, nessun ebreo ripeté insieme a Marinetti l’elogio della guerra “igiene del mondo”. Un libro consigliabile a chi cada preda dello stereotipo velenoso del Dio “delle schiere”.

Alberto Cavaglion