A scuola con la mascherina
Il Covid continua a fare paura. Di ieri il dato più alto di contagi registrato dal 23 maggio: 642, 239 in più rispetto a quelli conteggiati martedì. In aumento anche le persone ricoverate in terapia intensiva. Sui giornali l’attenzione resta principalmente concentrata sul futuro della scuola: che situazione attenderà insegnanti, studenti e personale al ritorno in aula? Come si garantirà la sicurezza di tutti? Come si isolerà chi presenterà sintomi?
In una intervista con Skytg24 Agostino Miozzo, coordinatore del comitato tecnico scientifico, ha affermato: “Abbiamo la certezza che avremo dei casi a scuola. Il caso positivo non vorrà dire chiudere le scuole del paese, chiudere le scuole della Regione e della Provincia ma vorrà dire di volta in volta esaminare il contesto, la specifica situazione e se necessario mettere in quarantena una classe, se necessario mettere in quarantena l’intera scuola. Di volta in volta verrà identificata la più opportuna soluzione”.
Tra le misure che saranno prese l’obbligo di mascherina.
Di Covid, come spesso accade ormai da settimane, si parla anche guardando a quel che succede in Israele. Avvenire dedica un articolo a come la tecnologia, al tempo dell’emergenza, è entrata nelle vite di un numero crescente di haredim. “La necessità di capire i problemi collegati al Coronavirus accedendo alla rete internet ha stravolto alcune delle dinamiche fondamentali che da centinaia di anni disciplinavano la quotidianità degli haredim. Soprattutto – si legge – in rapporto all’utilizzo dei media”.
L’accordo tra Israele ed Emirati Arabi Uniti in via di definizione continua a tenere banco. Repubblica racconta la vita della comunità ebraica residente tra Dubai e Abu Dhabi. Un piccolo ma vivace mondo, con un forte legame con l’Italia (da cui provengono alcuni dei suoi protagonisti). Non poche le sfide affrontate per un pubblico riconoscimento. “L’apertura graduale verso la comunità ebraica locale – si legge – è stata una sorta di banco di prova per ciò che il Paese si appresta ad affrontare con l’avvio delle relazioni con Israele”.
“Può un tribunale italiano decidere le sorti di una controversia internazionale, delegando a un quiz tv la pronuncia della ‘sentenza definitiva’ su una questione chiave del conflitto arabo-israeliano?”. È la domanda che viene posta su Repubblica, con riferimento all’ordinanza attraverso la quale un giudice ha imposto alla Rai, nella prima puntata utile del programma l’Eredità, di dichiarare che “il diritto internazionale non riconosce Gerusalemme quale capitale dello Stato di Israele”. Il caso si era aperto in trasmissione quando una concorrente aveva fatto il nome di “Tel Aviv”, corretta dal conduttore con “Gerusalemme”. In una puntata successiva quest’ultimo aveva parlato di “tema delicato sul quale esistono posizioni diverse”. L’ordinanza, scrive Repubblica, sarà oggi impugnata dall’ufficio legale Rai.
Ancora tensioni tra Israele e Gaza. Lanci di razzi e palloni incendiari dalla Striscia hanno fatto risuonare le sirene d’allarme e provocato alcuni incendi. L’Osservatore Romano riporta i fatti, ma con un titolo fuorviante che non identifica in Hamas l’aggressore: “Non si fermano le violenze tra Gaza e Israele”.
Lutto nel mondo dello spettacolo: è morto a 72 anni l’attore Ben Cross. Un interprete, racconta il Corriere, “entrato di diritto nella storia del cinema grazie a un ruolo fissato nella memoria di milioni di persone: quello dell’atleta olimpico britannico Harold Abrahams — ebreo tormentato dall’antisemitismo nella sua ricerca dell’oro olimpico, nel 1924 — in Momenti di gloria”.
Lucio Malan, senatore di Forza Italia, contesta l’idea di un taglio dei parlamentari oggetto di un prossimo referendum. Il paragone che fa sul Riformista è con il taglio operato a suo tempo dal regime fascista. “La Camera di 400 membri – scrive Malan – fece sicuramente risparmiare qualche milione di lire dell’epoca. Approvò però le mostruose leggi razziali del 1938 contro gli ebrei, più severe formalmente di quelle della Germania di Hitler”. Da allora, sostiene, “gli argomenti contro la democrazia non sono cambiati molto, è cambiata solo la tecnologia”.
Sul Foglio lo scrittore Francesco Cataluccio riflette sull’unicità della Shoah e sulla sfida della Memoria al giorno d’oggi. Un lungo intervento, che passa in rassegna diverse opinioni e che si conclude con un ricordo di Marek Edelman. “Con i suoi libri e la sua testimonianza – sottolinea Cataluccio – ci ha fatto capire che l’unica cosa che possiamo fare è non dimenticare mai ed essere molto vigili e pronti a combattere”.
Il Corriere Milano propone un itinerario a Mantova e nei suoi dintorni. Il consiglio è di visitare Sabbioneta e in particolare “il quartiere ebraico, a partire dalla sinagoga con interni neoclassici”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(20 agosto 2020)