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“Amatrice, una ferita ancora aperta”

A quattro anni dal terribile sisma che la distrusse, Amatrice e le altre località colpite restano nel cuore degli italiani. Una ferita che si rimarginerà, ha detto oggi il Premier Giuseppe Conte durante la sua visita in quei luoghi, “solo con la completa ricostruzione”.
Grande l’impegno profuso dall’ebraismo italiano per esprimere solidarietà concreta. Indimenticabili restano in particolare le emozioni legate all’inaugurazione, nel luglio di tre anni fa, di un campo di calcetto donato dall’UCEI agli abitanti della frazione di Scai. Il primo impianto che tornava disponibile per le popolazioni terremotate. Una giornata di sport, quindi, ma soprattutto di vita e speranza. “La partita riprende”: uno slogan valido dentro e fuori dal campo.
“Si tratta – affermava Noemi Di Segni, Presidente UCEI – di un piccolo gesto, di una goccia nell’oceano dell’emergenza, ma spero che possa rinnovare la speranza e la fiducia nel futuro. La natura è dei suoi luoghi – non sceglie le sue creature – può essere materna o matrigna e sta proprio a noi, figli del creato, saper vivere e sopravvivere nei loghi dove abbiamo le nostre radici”.

(24 agosto 2020)