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L’odio dentro l’America

È successo un’altra volta, e un’altra ancora.
Si sarebbe potuto pensare che l’assassinio di George Floyd potesse servire da monito, a mo’ di vaccino immunizzante contro il razzismo e la violenza gratuita. Invece quell’omicidio è stato due volte inutile.
A Lafayette, in Louisiana, la polizia uccide ancora, un nero armato di coltello con undici colpi di pistola, alle spalle. A Kenosha, nel Wisconsin, la polizia spara ancora, a un nero sette colpi di pistola, alla schiena, e sotto gli occhi dei suoi tre figli. I video che registrano i fatti di questi giorni sono chiarissimi e sconvolgenti. Esecuzioni a sangue freddo, vigliacche e senza esitazione. Come se la polizia avesse licenza di uccidere, alla 007. Ma quello era un film, questa è la terribile realtà. Polizia che si erge a giudice inappellabile e a giustiziere. Forse, davvero, quei poliziotti hanno visto troppi film d’azione. E hanno guardato poco il loro prossimo negli occhi e nell’anima.
L’America è un grande paese democratico, non occorre dirlo, l’America è il paese delle libertà. Non tutta la polizia americana spara alla schiena senza alcun legittimo motivo, è vero. Ma questi mostruosi, ripetuti episodi di violenza gratuita contro cittadini neri continuano a porre un interrogativo lancinante e non eludibile.
Se la stessa cosa accadesse nella Russia di Putin o nella Cina di Den Xiaoping o nella Turchia di Erdogan ci si sorprenderebbe meno. E forse sarebbe violenza contro cittadini ‘omologhi’, una violenza di segno meno razzista.
Ma ‘questa’ America ti strozza il fiato in gola. Non riesci ad accettare che nell’America di Lincoln l’odio razziale abbia infiltrato a tal punto istituzioni che dovrebbero tutelare la sicurezza dei cittadini, tutti, senza alcuna distinzione. È evidente che la vita di un cittadino di pelle nera non gode del privilegio di valere quanto la vita di un bianco.
La lotta razziale è in corso, checché se ne dica. Si attende con angoscia che qualcuno, cui spetta, senta finalmente il dovere di fermarla.

Dario Calimani

(25 agosto 2020)