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Un itinerario (personale) ebraico
nel Monferrato

Quasi a riprendere il tema della Giornata Europea della Cultura Ebraica, che quest’anno ha come tema i Percorsi Ebraici, durante le vacanze estive ho avuto l’occasione di ripercorrere un itinerario, ebraico e tutto personale, in Piemonte, tornando dopo venti anni a Casale Monferrato e visitando Acqui Terme, la città da dove proviene la mia famiglia, e che non avevo mai avuto l’occasione di conoscere.
A Casale Monferrato, il presidente della Comunità ebraica Elio Carmi ci ha accolto nella meravigliosa sinagoga, nel Museo dei Lumi che contiene una bella e preziosissima esposizione di Hanukkiot realizzata da artisti moderni, e in quello degli Argenti, con una preziosa collezione di Judaica e altri oggetti provenienti dalle Comunità piemontesi. Importante la valorizzazione artistica dell’edificio nel suo complesso e le infinite storie dell’insediamento della Comunità nel tessuto culturale ed economico del Monferrato e della città di Casale, fino alla situazione di oggi, dove la visita alla sinagoga ed alla Comunità ebraica gode di una meritata notorietà e rappresenta il primo tra i siti di interesse della città.
Ad Acqui Terme ho conosciuto le professoresse Luisa e Lucilla Rapetti, che da anni si occupano con professionalità e passione di ricostruire e conservare il valore e la storia delle Comunità ebraiche di Acqui, Casale e di altri centri del Piemonte, coinvolgendo le ragazze e i ragazzi della scuola di Acqui, ogni anno protagonisti della Giornata Europea della Cultura Ebraica. È stato molto importante per me ritrovare in questa città termale del Piemonte una parte della mia storia e aver potuto lasciare un sasso sulla tomba del mio trisnonno, Bellom Yekuziel Ottolenghi, i cui figli si trasferirono a Roma alla fine dell’800. Probabilmente per seguire lo zio Lazzaro, rabbino maggiore di Acqui che vi si era trasferito. Girando per il campo ho riconosciuto le mie radici, con una quantità di Ottolenghi inusuale per me, abituata ad un’unica famiglia nella grande Comunità di Roma, ma anche De Benedetti, Levi, Bachi, Dina e tanti altri cognomi a me noti e meno noti, persone generose, impegnate nelle loro Comunità, e che hanno lasciato un segno nel tessuto economico, sociale, culturale ad Acqui ed oltre. Singolare scoprire che il Municipio è nel palazzo Levi, nella piazza omonima, che la Fontana La Bollente, simbolo della città, è proprio al centro di quello che era il ghetto ebraico, e che la sinagoga è stata vandalizzata negli anni ’70, nell’imminenza del suo riconoscimento a monumento nazionale, in un’operazione miserevole ed è quindi persa per sempre, salvo alcuni arredi che oggi sono ad Alessandria.
Un itinerario particolare, che mi ha confermato l’importanza del lavoro costante, personale e collettivo, portato avanti con fatica e passione da persone straordinarie, e che ha il pregio di tracciare con chiarezza il filo rosso del contributo e della permanenza costante delle comunità ebraiche nelle città italiane nel corso dei secoli, coinvolgendo in prima linea le nuove generazioni per la conservazione di questo legame di continuità con il territorio.
Sono molto grata a coloro che hanno reso possibile trasformare un viaggio in un’esperienza viva e importante e che resterà per me e per la mia famiglia un momento di crescita e di recupero delle radici.
Concludo con qualche link per partecipare, approfittando dell’occasione “virtuale”, alle iniziative organizzate per la Giornata Europea della Cultura Ebraica il 6 settembre a Casale, Acqui e in tutta Italia, partendo da Roma, quest’anno città capofila.

La Giornata in tutta Italia (clicca qui)
La Giornata a Casale Monferrato (clicca qui)
La Giornata ad Acqui Terme (clicca qui)
La Giornata a Roma (clicca qui)

Livia Ottolenghi, assessore Scuola, formazione e giovani UCEI

(Nell’immagine in alto Elio Carmi con Livia Ottolenghi; in basso il cimitero ebraico di Acqui Terme)

(2 settembre 2020)