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L’Italia ebraica suona la campanella

Per qualcuno la campanella ha già suonato. A una settimana esatta dal complesso ritorno in classe che attende milioni di studenti e insegnanti in tutto il Paese, le quattro scuole ebraiche italiane (Roma, Milano, Torino e Trieste) provano a indicare una strada. A lasciare un segno che sia d’esempio per tutti. Primi ingressi, prime lezioni. Un progressivo ritorno alla normalità che nei prossimi giorni andrà ad intensificarsi con l’estensione agli studenti di ogni grado.
“Riaprire oggi l’asilo è stata una grande emozione”, racconta il presidente della Comunità ebraica milanese Milo Hasbani. “In tutto, tra bambini, genitori e insegnanti, ci siamo trovati a gestire un centinaio di persone. Una sorta di test generale in vista di giovedì, quando riapriremo anche la scuola. Anche questo, per evidenti motivi, un appuntamento molto atteso”.
Negli scorsi giorni sono stati effettuati tutti i test medici necessari ed è stato completato il lavoro intrapreso per la totale santificazione della struttura, la garanzia del distanziamento, l’installazione di termoscanner e disinfettanti. Si sono inoltre dati gli ultimi ritocchi a una delle novità predisposte per gli studenti, per non pregiudicare la gradevolezza del loro tempo dentro e fuori l’aula: un parco giochi rinnovato, con quattro diverse aree di fruizione e la possibilità di praticare, in piena sicurezza, varie discipline sportive. “Oggi a Milano pioveva, quindi non è stato ancora possibile andarci. Appena questo sarà possibile credo che i nostri iscritti apprezzeranno molto questa novità”, aggiunge Hasbani.
Già in aula, tra gli altri, gli studenti della scuola di Torino. Dove, per ripartire in sicurezza, sono state effettuate (dal dirigente Marco Camerini e da tutto lo staff) scelte anche radicali: come l’abbattimento di un muro. Nella prima giornata di scuola finestre sempre aperte e ingressi divisi, con il piano terra dedicato esclusivamente alla materna, e la secondaria di primo grado che pur usando lo stesso ingresso degli altri ordini scolastici poi prosegue nel cortile per salire dalle scale interne. Orario rimodulato, e istruzioni chiare e rigorose: cartelli e igienizzante disponibile ovunque, frecce che indicano i percorsi individuati come più sicuri e che evitano alle classi di incrociarsi, con le scale interne in uso solo quando inevitabile. Come per raggiungere la palestra, dove comunque le classi saranno divise in gruppetti per evitare assembramenti al momento di cambiarsi.

(Nell’immagine, il frammento di un video della messa in sicurezza dei locali della scuola diffuso negli scorsi giorni dalla Comunità ebraica di Milano)

(7 settembre 2020)