Giornata della Cultura Ebraica – Barletta
Dallo Shabbat al canto,
il segno dell’identità

Importanza del dialogo e rispetto per le specificità culturali di ogni popolo: questi i temi sviluppati a Barletta in occasione dell’ultima Giornata Europea della Cultura Ebraica. 
Organizzata dalla Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria in collaborazione con il Comune, con il patrocinio della Regione Puglia e dell’UCEI, la Giornata ha stimolato l’interesse di un pubblico numeroso e attento che, nel rispetto delle regole anti-Covid, ha riempito gli spazi del pianterreno del cinquecentesco Palazzo della Marra sede della splendida Pinacoteca G. De Nittis. 
In linea con il tema “Percorsi ebraici”, volta a far immergere il pubblico negli interessanti, sorprendenti e talora inediti itinerari, fisici e simbolici, dell’ebraismo italiano, l’iniziativa ha avuto una breve anteprima la sera precedente con la presentazione del libro di Ermanno Tedeschi I racconti di Matilde (ed. Acribia), che vede protagonista la figura di una piccola bambola, testimone muta della storia di una famiglia ebraica, quella dell’autore, e dei suo viaggi per mezzo mondo a seguito dell’emanazione delle leggi razziste del ’38.  
Subito dopo il rav Scialom Bahbout, già rabbino capo a Bologna, Napoli e Venezia, ha accompagnato i presenti nella scoperta del suggestivo rito dell’Havdalà, il complesso di preghiere che si recita all’uscita dello Shabbat e che separa il giorno festivo da quello feriale.
Il 6 settembre vari appuntamenti hanno contrassegnato l’appuntamento con la Giornata, iniziato con una serie di saluti istituzionali (erano presenti il sindaco di Barletta Cosimo Cannito, il senatore Ruggiero Quarto, il viceprefetto vicario Nicola Di Matteo, il consigliere regionale Ruggiero Mennea, il rav Bahbout e don Cosimo Fiorella, in rappresentanza dell’Arcidiocesi Trani-Barletta-Bisceglie). Una preziosa occasione per riflettere sull’importanza del dialogo interreligioso, del confronto tra culture e del rispetto delle specificità di ognuna.
Temi, quest’ultimi, che sono stati oggetto di ulteriore approfondimento in un successivo intervento del rav Bahbout su “Radici giudaico-cristiane dell’Europa”. Argomento sviluppato intorno a una serie di interrogativi circa il non ancora compiuto riconoscimento di tali radici quali strumento di coesione tra i popoli. Il rav ha anche proposto di trasferire la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite la Gerusalemme, nel cuore di un’area che da decenni attende il compimento di un duraturo processo di pace, la cui riuscita avrebbe più vasti effetti internazionali; del resto – ha fatto notare il rav – “scopo ufficiale di questa istituzione è favorire la soluzione pacifica delle controversie internazionali, mantenere la pace e promuovere il rispetto per i diritti umani”.
Un intermezzo enogastronomico casher ha quindi aperto una piccola finestra sui principi ebraici di alimentazione e vita, mentre una lezione-concerto del rav Bahbout, accompagnato alla chitarra dal Maestro Domenico Mezzina, ha introdotto il pubblico nell’affascinante mondo dei canti ebraici, sottolineando il valore della musica e del canto in questa cultura. Sempre alla musica è stata affidata la conclusione della Giornata con il concerto “Mosé che suonava il violino”, eseguito dal violinista Giovanni Zonno e dalla violoncellista Veronica Fabbri; un breve excursus musicale ispirato all’iconica figura dell’ebreo col violino. 
La manifestazione è stata anche occasione per un importante annuncio, giunto a sorpresa dal sindaco Cannito e dal senatore Quarto circa l’imminente conclusione positiva, a livello governativo, dell’iter che porterà alla realizzazione a Barletta della Cittadella della Musica Concentrazionaria, il progetto culturale internazionale voluto dal Maestro Francesco Lotoro, presidente della Fondazione “Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria”, che per il secondo anno ha organizzato l’edizione locale della Giornata. 

(9 settembre 2020)