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Il testamento del Rav Adin Steinsaltz

Sono ancora possibili, gli incontri preziosi. Talvolta ritrovi un amico che ha qualcosa da offrirti e niente da chiederti in cambio. È un grande gesto di generosità, quello compiuto da Massimo Acanfora Torrefranca, decidendo di offrire a tutti i nostri lettori, la versione italiana del testamento spirituale del Rav Adin Steinsaltz in accordo con i suoi discendenti.
Il Rav ha lasciato recentemente la sua vita terrena. Il suo è un documento prezioso e raro, come tanti dei tesori di cui ha disseminato la sua permanenza fra noi.
Ma il grande onore di poterlo condividere con i lettori ha anche segnato un momento di intimità e di memorie con Massimo, che ha deciso di donarci la versione italiana di un testo indimenticabile.
In questi mesi di indeterminazione e di incertezza che la crisi sanitaria ha portato con sé, l’amore e il rispetto per la vita in ogni suo possibile percorso si sono fatti più densi, più nitidi. Ogni parola autentica conta, ogni gesto sincero è prezioso.
La mia gratitudine nei confronti di Massimo non può restare racchiusa nelle parole che ci siamo scambiati in privato. Deve essere condivisa con tutti lettori.
Fra noi, in pochi tratti di memoria, il Rav è stato presente più vivo dei vivi. Massimo mi ha regalato alcuni episodi preziosi per comprenderne meglio l’esempio e l’insegnamento. Gli ho offerto in cambio quello che mi hanno raccontato il collega Salomon Malka a Parigi e Vittorio Dan Segre a Gerusalemme.
Il rav Steinsatz che a casa del giornalista, accettando i dolci offerti con il caffè, sorride alle ansiose assicurazioni del padrone di casa che tutto sul vassoio è perfettamente casher e tranquillizza il giornalista, spiegandogli che la sua preoccupazione non sarebbe comunque una spasmodica indagine sulla regolarità, ma quella di non metterlo mai in imbarazzo.
Il rav Steinsatz ricoverato nell’ospedale dove è programmato un importante intervento chirurgico ha sul comodino due libri molto diversi fra loro: i Tehillim e Agatha Christie. E conquista Segre che va a visitare l’amico e chiede le ragioni di quella scelta.
Nei momenti decisivi di fronte alle grandi sfide dell’esistenza non si sa mai bene verso quale viaggio è necessario partire. Meglio prendere con sé le letture più adatte per affrontare ogni sorpresa e ogni avventura.
Il Rav Steinsatz, al di là della sua immensa, luminosa sapienza, ci ha mostrato più volte la strada più difficile: essere ebrei senza rinunciare a saper stare al mondo, senza perdere il sorriso e senza mai svilire il dono dell’amicizia. I suoi incontri sono la fonte perenne e sempre viva di un’inesauribile benedizione.

gv

Di seguito la traduzione del testo di rav Adin Even Israel Steinsaltz da parte di Massimo Acanfora Torrefranca, con l’introduzione con cui è stato diffuso.

“Distruggerà la morte per sempre, prosciugherà il Signore Iddio la lacrima da ogni volto” (Isaia, 8:25)
Un grande ringraziamento a tutti coloro che ci hanno confortato, con la loro presenza fisica o in spirito, per la perdita di Rav Adin Even Israel Steinsaltz.
Quarant’anni prima della sua dipartita, Rav Steinsaltz dovette sottoporsi a una complessa operazione chirurgica che poneva a serio rischio la sua stessa vita. Poche ore prima dell’operazione, Rav Steinsaltz scrisse una lettera personale “alla sua famiglia e ai suoi amici”. L’operazione andò bene e il Rav decise di consegnare la lettera a una persona di sua assoluta fiducia affinché la trasmettesse a chi di dovere dopo la sua morte. Al termine della Shiv’à, i primi sette giorni di lutto stretto, i membri della famiglia hanno ricevuto la lettera. In occasione del trentesimo giorno dalla sua morte, abbiamo deciso di rendere pubblici quei passaggi del documento nei quali il Rav parla di se stesso, della sua missione in questo mondo e di ciò che richiede al circolo dei suoi amici.

Qualche parola su argomenti che hanno veramente occupato la mia mente e conquistato il mio cuore. In assoluta sincerità e innocenza, ho desiderato il bene per il popolo d’Israele. Ho desiderato il legame fra il Santo, benedetto Egli sia, e il popolo d’Israele: questo è ciò che ha riempito il mio cuore, è in vista di questo obiettivo, per conseguirlo, che ho fatto quanto ho fatto. Forse l’ho fatto anche per me stesso, ma ho veramente e sinceramente amato il popolo d’Israele e il Santo, benedetto Egli sia, e ho desiderato entrambi. È in loro favore che ho agito. Forse non a sufficienza, forse anche in modo sbagliato, ma con tutto il mio cuore”.
E ora alcune richieste. Tutto ciò che ha a che fare con beni materiali, onori, rimembranze solenni, non mi interessa e non mi ha mai interessato. Pure, ho una richiesta rivolta a tutti i miei amici, a coloro che mi amano e che io amo. Vi prego di aiutare i miei figli a crescere nel modo in cui abbiamo desiderato che crescessero: ebrei completi, completi con il Signore, con se stessi e con gli altri esseri umani. Che perseguano le vie del chassidismo, che si ricordino di amare il popolo ebraico e ciascun ebreo individualmente nonostante tutte le loro manchevolezze. Che facciano del proprio meglio per conoscere il mondo, senza temerlo, ma con lo scopo di illuminarlo con la luce della vita.
E a tutti gli altri, un’ulteriore richiesta. Ho desiderato tanto, tantissimo, forse ancor di più, fare e agire. E credetemi, non a mio onore e gloria. Un fuoco mi ha sempre divorato dentro: fare e agire per il Signore e per la venuta del Suo Messia. Se avessi avuto coscienza del fatto che altri agivano meglio di me in tal senso, mi sarei ritirato nel mio piccolo angolo. Iddio mi è testimone: non mi sono mai imposto, non ho mai spinto me stesso per ottenere onori e potere o alcunché di simile. Eppure ho sempre voluto fare e agire tanto, tantissimo. Quindi vi chiedo di continuare a fare e agire nel solco di quanto ho desiderato di più, operare affinché si crei un legame sempre più stretto fra questi quattro elementi: il Signore di Israele e il popolo d’Israele, il mondo nella sua interezza e la Torah, che possano queste quattro realtà divenire inseparabili come le quattro lettere che formano il Suo Santo Nome.

“Ascolta, Israele, il Signore è nostro Iddio, il Signore è Uno”

Ed Egli è Colui che sa per tutta l’eternità.

Rav Adin Even Israel Steinsaltz