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Roberto Finzi (1941-2020)

Lascia un grande vuoto la scomparsa di Roberto Finzi, tra i più importanti studiosi dell’antisemitismo in Italia. Tra i suoi libri più recenti “Breve storia della questione antisemita”, pubblicato nel 2019 da Bompiani. E inoltre “L’antisemitismo. Dal pregiudizio contro gli ebrei ai campi di sterminio” (Giunti-Castermann), “L’università italiana e le leggi antiebraiche” (Editori Riuniti), “Il pregiudizio. Ebrei e questione ebraica in Marx, Lombroso, Croce” (Bompiani).
Pubblichiamo un testo inviatoci dal demografo Sergio Della Pergola.

Con profonda tristezza leggo della scomparsa dello storico Roberto Finzi, al quale mi legava da molti anni una sincera amicizia. Roberto ha scritto alcuni dei lavori più importanti sull’antisemitismo in generale, e più particolarmente sull’atteggiamento della società intellettuale e accademica italiana nei confronti degli ebrei prima e dopo la seconda guerra mondiale. È stato il primo a richiamare l’attenzione sul vergognoso comportamento delle università italiane nei confronti degli accademici ebrei espulsi ed emarginati dalle loro cattedre e dai lori incarichi e mai reintegrati nei ranghi come spettava loro. Ha messo in luce l’ipocrisia di grandi figure del pensiero italiano come Benedetto Croce nei confronti degli ebrei nel dopoguerra. È stato un grande e appassionato amico di Israele, le cui vicende di questi ultimi anni ha seguito con grande attenzione e con la profonda preoccupazione di chi ama veramente questo paese.
Lo ricorderemo per le sue osservazioni profonde e critiche ma sempre animate da un sottile senso dell’umorismo, e per la sua sincera battaglia per una società civile pienamente inclusiva della compagine ebraica e dei suoi diritti.
Sia il suo ricordo in benedizione.

Sergio Della Pergola

(14 settembre 2020)