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La Scola Grande Tedesca riapre
A Venezia Kippur nel segno della vita

“Beth ha-keneset ha-ghedolà keminag aschenazì”. 
Ultimata nel 1529, la Scola Grande Tedesca è la più antica sinagoga di Venezia. Come ci ricorda questa scritta che appare sul portale d’ingresso della sala di preghiera, furono gli ebrei ashkenaziti (e cioè i “tedeschi”) i primi abitanti del Ghetto imposto dalle autorità della Serenissima nel 1516. 
Varcarne la soglia significa avventurarsi in un percorso che, proseguendo nelle altre quattro sinagoghe del suggestivo complesso rinascimentale rimasto intatto da allora, porta a confronto con questa complessa storia di radici e sfide quotidiane per preservare la propria identità dalle molte minacce esterne. Un luogo quindi anche della resilienza. 
Oggi assorbita all’interno del complesso del Museo ebraico, la Scola Tedesca costituisce una tappa immancabile di ogni itinerario veneziano che si rispetti. È prima di tutto, però, una sinagoga. Una funzione che tornerà ad essere valorizzata nei prossimi giorni, per effetto di una storica decisione presa dal Consiglio della Comunità ebraica lagunare: il digiuno dello Yom Kippur sarà infatti l’occasione per tornare a riunirsi in questi spazi e ascoltare, per la prima volta da oltre un secolo, dal periodo cioè del primo conflitto mondiale, la preghiera di Kol Nidrè o il suono dello shofar. La Scola Tedesca si affiancherà così alla Scola Levantina e a quella Spagnola già tradizionalmente in uso per Kippur. A Rosh Hashanah si potrà invece andare sia in Levantina che Spagnola (di solito è aperta solo quest’ultima).
Una decisione, quella relativa alla Scola Tedesca, dettata dall’esigenza di garantire al maggior numero possibile di iscritti l’opportunità di seguire in sicurezza, rispettando scrupolosamente le norme vigenti, la funzione. Ma anche e soprattutto dalla volontà di iniziare il nuovo anno ebraico nel segno della vita.
In un 2020 segnato da molte chiusure, un emozionante impegno nel segno dell’apertura.  
Apertura che per gli ebrei veneziani significa anche ritorno in sinagoga, dopo che in tutti i mesi estivi letture delle parashot e altre funzioni si sono svolte in luoghi aperti.

(15 settembre 2020)