moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Melamed
La disciplina figlia della libertà

Maria Montessori moriva il 31 agosto 1870. Medico, neuropsichiatra infantile, filosofa ma soprattutto educatrice, ha il merito di aver saputo coniugare l’educazione alla libertà e la formazione all’autodisciplina.
Molte scuole, destinate a bambini e giovani, sono state aperte ispirandosi al suo metodo didattico, in diverse parti del mondo.
L’assunto da cui partiva la Montessori è che ogni bambino sia portatore di un’energia creativa enorme e capace di dare a se stesso, grazie a tale energia, possibili forme di autodisciplina e regole.
Il metodo con cui coniugare la libertà, della quale si nutre la creatività e la disciplina fonda su una pratica fatta di giochi e di esercizi, individuali e collettivi. L’idea di fondo è che attraverso la pratica si capisca come regolare le proprie energie e come stabilire forme di collaborazione con altri, ci si renda conto che bisogna governare le proprie emozioni come le proprie forze, si comprenda quale sia il valore di un gesto, un atto, un’azione.
Azione è anche il silenzio, l’attenzione ai rumori, un movimento leggero, un atto coordinato con un altro. Ricerche recenti hanno confermato e precisato diverse intuizioni e idee anticipate dalla Montessori. Forse abbiamo bisogno di recuperare, anche quando non viene applicato il metodo nella sua interezza, l’idea che la disciplina possa essere figlia della libertà e che, di conseguenza, i valori della convivenza possono essere assimilati operando con gli altri.

Saul Meghnagi

(16 settembre 2020)