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Chi sostituirà Ruth Bader Ginsburg,
una scelta che segnerà il futuro Usa

La scomparsa di Ruth Bader Ginsburg ha lasciato un grande vuoto negli Stati Uniti. Migliaia di persone hanno ricordato il suo contributo fondamentale nelle battaglie per l’uguaglianza di genere e la sua ricerca costante di giustizia (nell’immagine, i fiori e messaggi in sua memoria lasciati davanti al palazzo della Corte Suprema, a Washington). In una sua nota affermazione, in merito al suo legame con l’ebraismo, Bader Ginsburg aveva ricordato come il precetto biblico “giustizia, giustizia perseguirai” (Tzédeq tzédeq tirdòf) fosse il suo principio guida come di tutti i giudici della Corte suprema. Il grande dibattito ora è su chi avrà il compito di prendere il suo testimone e colmare il vuoto della sua scomparsa. “Il mio desiderio più ardente è quello di non essere rimpiazzata fino a quando non verrà insediato un nuovo presidente”, le parole della Baden Ginsburg affidate alla nipote poco prima di morire. Ma il Presidente Usa Donald Trump non è intenzionato ad aspettare dopo il 3 novembre e ha annunciato di voler nominare una donna come prossimo giudice della Corte. Si apre così, a poche settimane dalle elezioni presidenziali, un nuovo fronte di scontro tra i repubblicani e i democratici. I primi – seppur non in modo compatto – rivendicano il diritto di Trump di coprire il posto vacante nell’alta Corte: sarebbe la sua terza nomina nel corso di un solo mandato (Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh le altre due nomine), e in questo modo porterebbe a sei su nove i giudici di ala conservatrice all’interno del più importante tribunale degli Stati Uniti. È una possibilità storica che sposterebbe gli equilibri e potrebbe segnare per anni le decisioni su temi fondamentali come l’aborto, il cambiamento climatico, e altre materie su cui democratici e repubblicani hanno posizioni spesso opposte. Per questo i democratici hanno lanciato la controffensiva. “Gli elettori dovrebbero scegliere il presidente, e il presidente dovrebbe scegliere il giudice che il Senato deve prendere in considerazione”, ha dichiarato il candidato democratico Joe Biden ai giornalisti, richiamando quanto affermato dagli stessi repubblicani nel 2016. Allora il Presidente Barack Obama aveva la possibilità di nominare il sostituto del giudice Antonin Scalia (grande amico di Bader Ginsburg, seppur con posizioni diametralmente opposte in fatto di legge). I senatori repubblicani, a partire da Mitch McConnell, sostennero che una scelta così importante non poteva essere affidata a un presidente uscente, vincendo la discussione grazie soprattutto al fatto di avere la maggioranza. Oggi McConnell sostiene invece il diritto di Trump a procedere con la nomina. “Dagli anni Ottanta del XIX secolo, nessun Senato ha confermato la nomina di un presidente di partito opposto alla Corte Suprema in un anno di elezioni presidenziali. Al contrario, gli americani hanno rieletto la nostra maggioranza nel 2016 e l’hanno ampliata nel 2018 perché ci siamo impegnati a lavorare con il presidente Trump e a sostenere il suo programma, in particolare le sue straordinarie nomine alla magistratura federale. Ancora una volta, manterremo la nostra promessa”, la replica di McConnell, che sta lavorando per mettere in calendario l’audizione della prossima candidata a entrare nella Corte Suprema. La favorita secondo i media americani è Amy Coney Barrett, giudice federale di Chicago ed allieva di Scalia. “Ha solo 48 anni ed è stimata e rispettata, ma ha espresso in passato opinioni antiabortiste ed è ritenuta molto religiosa, anche se non ha un passato di sentenze che confermino quest’orientamento”, ricorda il Post. Per il leader dei Democratici al Senato Chuck Schumer, che con Bader Ginsburg condivide l’identità ebraica, Barrett “rappresenta tutto quello al quale Ginsburg si opponeva”.