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L’augurio per il 5781

Di Rosh Hashanà usiamo esprimere l’augurio “Leshanà tovà tikatev vetechatem lealtar lechaym tovim ulshalom/per l’anno nuovo tu possa essere scritto e sigillato presto per la vita buona e la pace”. È però interessante notare che rabbenu Yaakov ben Asher scrive nella sua opera ritualistica Arba’a Turim che “in Ashkenaz si usa che ognuno auguri al prossimo: Tikatev beshanà tovà/possa tu essere scritto nell’anno nuovo”.
La diversità tra “Be-Shanà” Tovà della fonte scritta e “Le-Shanà” dell’augurio popolare sta nell’insegnamento che dice che in cielo, il famoso libro in cui saranno iscritti tutti i meritevoli, sia proprio chiamato “Beshanà Tovà.
Sulla diversità dei due modi di fare gli auguri si può aggiungere che il primo rimane forse un po’ generico, indefinito, nel senso che sembra auspicare l’iscrizione in “un libro” quale che sia non si sa. L’uso di Ashkenaz non lascia dubbi perché l’augurio al nostro prossimo, specialmente in un momento cruciale che quello del Giorno del Giudizio, deve essere chiaro e incontrovertibile: essere iscritti nel libro giusto, quello dei meritevoli, quello della vita. Quindi a tutte le nostre Comunità il mio sincero BeShana Tova Tikatevu!!

Adolfo Locci, rabbino capo di Padova

(21 settembre 2020)