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Italia, preoccupa
il bilancio dei contagi

I principali quotidiani italiani aprono oggi con il preoccupante dato sui contagi emerso ieri: 3.678 nuovi casi e 31 morti. I nuovi positivi non erano mai stati così tanti dal 16 aprile. “Corrono i contagi, ora c’è la stretta”, titola il Corriere della Sera mentre Repubblica parla di virus che spaventa il Sud, in particolare con i dati che arrivano da Campania, Sicilia e Puglia. Intanto il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga dello stato di emergenza per il Covid fino al 31 gennaio 2021. Da oggi inoltre vige l’obbligo della mascherina anche all’aperto in tutta Italia. Si può non mettere in caso di attività sportiva o se ci si trovi in luoghi isolati.

Grecia, neonazisti fuori legge. “Un’organizzazione criminale”, così il Tribunale di Atene ha definito il partito neonazista Alba Durata, condannando 68 suoi membri ieri, tra cui 18 ex parlamentari. “Cinque anni di indagini hanno accertato un omicidio, due tentati omicidi, minacce, maltrattamenti, armi illegali. Le vittime erano immigrati, neri, sinistrorsi, europeisti e chiunque non abbassasse la testa alle loro parole d’ordine”, riporta il Corriere. Per otto anni i neonazisti di Alba Dorata hanno avuto una rappresentanza parlamentare, ora il Tribunale di Atene li ha posti fuori legge. “L’incubo sembra finito, – scrive La Stampa – ma c’è il rischio che quel che resta dell’organizzazione torni a portare scompiglio nella società greca da dove è iniziata la sua ascesa: la strada”.

Pence vs Harris. È andato in scena ieri sera negli Usa il confronto tra il vicepresidente Usa Mike Pence e la candidata democratica alla vicepresidenza Kamala Harris. Focus del dibattito, la gestione dell’emergenza sanitaria da parte dell’amministrazione Trump, con Pence sulla difensiva e la Harris all’attacco, ricordando il bilancio di 200mila morti negli States a causa della pandemia. Altri temi toccati nel dibattito, che seppur acceso ha avuto toni più moderati rispetto a quello tra Trump e Biden, il rapporto con la Cina, l’economia e il cambiamento climatico.

Il complottismo di QAnon fuori da Facebook. La società di Mark Zuckerberg ha annunciato misure più severe contro il movimento complottista di ispirazione antisemita QAnon, in un tentativo di combattere la disinformazione sui social. I QAnon, scrive Massimo Gaggi sul Corriere, “fiancheggiano Donald Trump e lo esaltano come una specie di salvatore dalla corruzione dei governi del mondo” e sono stati indicati dal Fbi come una potenziale minaccia terroristica. L’intervento di Facebook dunque era inevitabile e, secondo Gaggi, tardivo. L’analista poi aggiunge che “Trump ha più volte rifiutato di condannare i QAnon: li ha definiti patrioti e in qualche caso ha anche ritwittato i loro messaggi”. In merito a Trump, Fiamma Nirenstein sul Giornale difende invece l’operato del presidente Usa, accusando “la folla di sinistra” di “irragionevole aggressività” nei suoi confronti. Oltre a ricordare l’Accordo di Abramo, Nirenstein afferma che sia “stata stravolta l’interpretazione data sulla risposta alla domanda sui suprematisti bianchi” da parte di Trump.

Milano, dodici nuovi giusti. “Onorare i Giusti del passato senza abbassare Io sguardo sui rischi per la dignità umana oggi”. È il messaggio arrivato ieri dal presidente di Gariwo, Gabriele Nissim, alla cerimonia che si è tenuta a Milano per onorare dodici nuovi Giusti del Giardino Virtuale, l’estensione multimediale di quello al parco del Monte Stella. Si tratta di Francesco Quaianni, Emily Bayer, padre Italo Laracca, Carlo Bianchi, padre Andrey Sheptytskyy, la famiglia De Regibus, Leonilde Simonazzi, Reinhold Chrystman, Carlo Tagliabue, Nella Molinari e Luigi Cortile: tutti, durante la Seconda guerra mondiale, salvarono ebrei e altri perseguitati, rischiando la vita (Corriere).

Orban e Soros. Su La Stampa Mattia Feltri ricorda i rapporti tra il premier ungherese Orban e il magnate Soros, e di come l’uso della retorica complottista contro quest’ultimo sia cosa datata. “Qualcuno saprà di Orbán giovane anticomunista andato a studiare a Oxford col denaro di Soros, che le opposizioni le finanziava già allora, ed erano le opposizioni alle tirannie di fedeltà sovietica, compresa quella ungherese. Era il 1989, l’anno del Muro, del crollo della sanguinosa utopia eccetera. Si sa come funziona: quando l’opposizione sei tu è un conto, quando lo sono gli altri cambia tutto. Soprattutto è divertente la storia della finanza internazionale e del nemico del popolo, perché Soros ci è abituato. Era un ragazzino ebreo nella Budapest occupata dai nazisti, per i quali i nemici del popolo erano gli ebrei e la finanza internazionale, e bisognava polverizzarli. Soros la scampò, ma nel 1948, appurato che coi comunisti non andava meglio, fuggì a Londra. E quando prese a sovvenzionare Solidarnosc, Carta77 e pure tipetti come Orbán, Mosca ebbe il lampo di genio: è un farabutto della finanza internazionale e un nemico del popolo. – scrive Feltri – E avanti così, fino a Orbán e ai suoi amici sovranisti italiani, e nemici di Soros, che hanno scordato il Novecento ma ne hanno conservato indole e vocabolario”.

Ruth Klüger (1931-2020). È scomparsa all’età di 88 anni la scrittrice e studiosa Ruth Klüger, ebrea austriaca sopravvissuta alla Shoah e docente emerita di Letteratura tedesca in California. “Nata a Vienna il 30 ottobre 1931, Klüger era stata deportata a undici anni con la madre del campo di Theresienstadt (oggi Terezín, nella Repubblica Ceca) e poi trasferita in altri lager, compreso Auschwitz. – ricorda il Corriere – Mentre il padre era stato assassinato dai nazisti, madre e figlia erano sopravvissute e nel 1947 erano emigrate negli Stati Uniti, dove Ruth si era presto messa in luce negli studi e aveva insegnato in diversi atenei”.

Luoghi di Memoria in Puglia. II Comune di Nardò vorrebbe costruire un idroscalo nel giardino della Memoria e il console onorario d’Israele di Puglia-Basilicata-Molise, Luigi De Santis, rivolge il suo appello al presidente della Regione, Michele Emiliano: “I luoghi della memoria servono a noi tutti per ricordare che abbiamo il dovere di non dimenticare non solo il 27 gennaio, ma sempre” (Repubblica Bari).

Segnalibro. Sul Foglio Enrico Paventi recensisce La misura del potere (Solferino) dello storico sociale delle idee David Bidussa, dedicata al rapporto del pontefice Pio XII con i totalitarismi tra il 1932 e il 1948. Paventi ricorda come Bidussa faccia emergere le contraddizioni di un papa che denuncia apertamente “il pericolo bolscevico” mentre “nei confronti dei ‘fascismi’” rimane aperto al dialogo, come con la Croazia di Ante Pavelic. Paventi riporta inoltre l’analisi di Bidussa sui silenzi di Pio XII rispetto alla Shoah. “Lo storico si sforza di comprendere le ragioni di un simile operato, volto a porre in essere un’azione umanitaria e diplomatica, certo pressante ma sovente caratterizzata da un atteggiamento assai cauto. È difficile – conclude Paventi – ignorarne gli aspetti incerti e ambigui emersi in particolare tra il settembre del 1943 e il giugno del 1944, quando Roma fu occupata dalle forze armate della Germania nazista”. Su Avvenire, riportando le valutazioni di Antonello Carvigiani, viene invece difeso l’operato di Pacelli. Si parla di scelta di agire dietro le quinte come un metodo (citando un caso ungherese) e si arrivano a definire le critiche sui silenzi di Pio XII sulla Shoah – tra cui quello sul tragico destino degli ebrei di Roma – come inutili e insensate. Diverso il tema toccato dallo storico Claudio Vercelli sul Manifesto, dove si parla del volume Un proletariato negato. Studio sulla situazione sociale ed economica degli operai ebrei di Leonty Soloweitschik, uscito in Italia con l’editore Biblion e la curatela di Maria Grazia Meriggi.

Concorsi e diritti. Il Fatto Quotidiano segnala le polemiche legate al concorso per 90 posti da giornalisti per le sedi regionali della Rai organizzato per sabato. Vista la presenza di oltre 3700 candidati, è stato rilevato il problema di rispettare le misure anticontagio. A riguardo la Rai ha dato garanzie, segnala il Fatto che aggiunge, “Pare risolto, invece, il problema con la comunità ebraica per aver scelto il sabato: chi farà richiesta potrà sostenere la prova in altra data”.

Daniel Reichel