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Il Nagorgo Karabakh e la memoria

Il presidente di Gariwo, Gabriele Nissim, ha ripreso un appello lanciato da docenti e intellettuali israeliani che hanno chiesto al loro governo di sospendere la vendita di armi all’Azerbaigian e di condannare la politica di aggressione nei confronti del Nagorgo Karabakh (e indirettamente dell’Armenia). Fra di loro figure rilevanti come Israel Charny, Yair Auron e Benny Morris. Dopo aver ricordato che, per motivi di realpolitik, Israele non ha mai riconosciuto come genocidio lo sterminio degli armeni, Nissim scrive:”Vorrei ricordare come il compianto rabbino Giuseppe Laras abbia sottolineato, in uno dei suoi ultimi saggi, la necessità di costruire una simbiosi culturale per la memoria dei due genocidi. Dovrebbe diventare normale che un ebreo prenda sempre posizione quando un armeno è in pericolo, e la stessa cosa dovrebbe accadere per un armeno ogni volta che è minacciata l’esistenza di un israeliano. La comunanza dei due popoli dovrebbe diventare un esempio virtuoso per l’umanità intera. La memoria dei genocidi passati dovrebbe stimolarci a non dimenticare oggi le sofferenze del popolo armeno, affinché non si ripetano nella storia. Diciamo sempre mai più e poi abbiamo la memoria corta”.

Anna Foa, storica