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Torino e il tempio restaurato

È stata scoperta la targa dedicata a Torino a coloro che hanno permesso il restauro della sinagoga: i lavori, iniziati nella primavera del 2019, hanno sia risolto alcuni problemi più urgenti che riportato l’edificio alla sua bellezza originale. Dalla pulitura della pietra al restauro dei banchi e degli infissi, passando per il recupero delle merlature, delle colonne tortili e dei capitelli del portico, i lavori hanno ripristinato la corretta lettura visiva del tempio. Progettata in stile moresco dall’architetto Enrico Petiti e finita di costruire nel 1884, la sinagoga di Torino è stata poi quasi totalmente ricostruita nel 1945, dopo che il bombardamento del 1942 aveva lasciato in piedi i soli muri perimetrali, e i caratteristici torrioni angolari. È arrivato ora il momento dei ringraziamenti: a lavori praticamente terminati, alla fine della benedizione che ha finalmente raccolto i bambini della Comunità di Torino, è stato il presidente Dario Disegni a prendere per primo la parola, per sottolineare come proprio Simchat Torah, giorno di gioia e di festa, sia la migliore occasione per festeggiare: “Il completamento del restauro – ha aggiunto – è anche un dono prezioso fatto ai due Chatanim, rav Ariel Di Porto (Chatan Torah) e rav Alberto Somekh (Chatan Bereshit), così come alla Comunità, alla Città di Torino e a tutti coloro che la frequentano o che la visitano”. Il restauro poi è stato ancora più importante anche perché per poter mettere in atto le necessarie misure di prevenzione sanitaria è al Tempio grande che si tengono tutte le funzioni. Il pur bellissimo e molto amato tempio piccolo non permette infatti né il necessario distanziamento né una sufficiente aerazione.
Il completamento dei lavori, possibili grazie a generose donazioni è stato salutato anche con i discorsi di Matteo Bagnasco, responsabile Obiettivo Cultura della Fondazione San Paolo (il giorno precedente aveva partecipato alle funzioni il Segretario Generale, Alberto Anfossi) che ha ricordato il pluriennale impegno della Fondazione nel restauro delle Sinagoghe di tutto il Piemonte e di Ben Even, il minore dei figli di Chen e Michal Even, sempre disponibili a contribuire alle necessità della Comunità. Un discorso forte, pieno di emozione, il cui centro sono stati l’impegno e la fiducia nel futuro nonostante la situazione attuale segnata dalla pandemia. Una importante donazione in memoria dei genitori Roberto e Lina è arrivata da Raffaella e Ettore Levi, che ha ricordato come fosse anche una precisa richiesta della madre, mancata alcuni anni addietro. Non hanno voluto mancare l’occasione neppure i proprietari dell’impresa che ha effettuato i lavori, i fratelli Rava, né il direttore degli stessi, l’architetto Francesco Stante, che hanno partecipato a una giornata conclusa con la tradizionale distribuzione ai bambini di quei dolci che da anni a Torino segnano la conclusione di un ciclo e l’inizio di quello nuovo, accompagnato dall’augurio e dalla speranza di tutti che porti serenità. E salute.