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L’Italia e il virus, trenta giorni
di nuove misure restrittive

Dopo essere stato annunciato dai media, arriva il nuovo Dpcm anti-contagio che avrà validità per trenta giorni. A firmarlo dopo il via libera delle regioni, il Presidente del Consiglio Conte insieme al ministro della Sanità Speranza. I quotidiani elencano le nuove misure adottate a causa dell’aumento dei contagi di queste settimane. Tra queste, il divieto di feste nei locali pubblici e nelle discoteche; bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie con il servizio al tavolo dovranno chiudere a mezzanotte, quelli senza alle 21. No a soste in gruppo all’aperto o al chiuso per evitare assembramenti. Niente gite scolastiche, visite guidate e uscite didattiche. Vietati gli sport amatoriali che prevedono un contatto fisico. Resta ovviamente l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto.
A Milano si pensa a misure ancor più restrittive: da venerdì la città sta contando 500 nuovi casi al giorno, di fatto la metà dell’intera Regione.

Il virus delle teorie strampalate. Mentre i casi di Covid-19 tornano ad aumentare, c’è chi continua a promuovere teorie infondate che negano la pericolosità del virus, contestano le misure restrittive. Dove c’è un vuoto, scrive Corrado Augias su Repubblica, si inseriscono le teorie più strampalate (tra queste, l’articolo di Silvana De Mari su La Verità in cui si arriva a fare associazioni tra le restrizioni anticontagio e le persecuzioni naziste). Su Avvenire, Ferdinando Camon associa chi nega la Shoah con chi oggi nega il virus: entrambi, spiega, negano la realtà.

Yehoshua Kenaz (1937-2020). Israele ha perso in queste ore un’altra delle sue icone del mondo culturale: Yehoshua Kenaz, scomparso all’età di 83 anni e considerato uno dei grandi della letteratura israeliana. Autore di romanzi, novelle, racconti brevi, apprezzato traduttore dal francese, grande amico di Amos Oz e Abraham B. Yehoshua, Repubblica lo ricorda riportando alcune parole tratte da Non temere e non sperare (Giuntina): “Una voce interiore mi diceva che ci sarebbero state prove difficili e avrei dovuto (…) chiudermi in me stesso, adattarmi come quegli animali che si mimetizzano con l’ambiente circostante, non fare mai un mossa superflua, non farsi notare, avvolgersi su se stessi come una palla per ridurre al minimo la superficie vulnerabile. Vivere al margine”. Il Manifesto riporta invece le parole del grande scrittore a Pagine Ebraiche, nel corso di un’intervista del 2011: “Non posso scrivere di temi politici come i miei colleghi e buoni amici. Non è un fatto di scelta ma di carattere: non ne sono capace. Ciò non significa però che non mi esprimo su temi politici. Sono iscritto a un partito, Meretz (di estrema sinistra ndr); firmo spesso appelli pubblici e il pubblico sa bene come la penso”.

Facebook e i negazionisti rediretti. Facebook vieterà i contenuti che negano o distorcono la Shoah, per “liberare la piattaforma dall’odio”. II gigante dei social media, criticato per non aver fatto abbastanza per depotenziare i negazionisti, ha annunciato che reindirizzerà gli utenti che cercheranno termini sulla Shoah e la sua negazione “a informazioni credibili”. “La nostra decisione – spiega l’azienda – è dettata dall’aumento dell’antisemitismo a livello globale e dall’allarmante livello di ignoranza sulla Shoah, soprattutto tra i giovani”. Una scelta, riporta il Corriere, contestata in Italia dall’avvocato Lorenzo Borrè, descritto come animatore di battaglie giudiziarie per le libertà civili e legale di molti espulsi dal Movimento Cinque Stelle. A proposito di pericolose teorie sul web, il Fatto Quotidiano richiama un’inchiesta del tedesco Spiegel sul diffondersi anche in Germania delle deliranti teorie cospirazioniste del movimento Qanon, secondo cui esiste un ordine mondiale che vuole fermare Trump “perché questi vuole scardinare il nuovo ordine mondiale fatto di pedofilia, satanismo e dominio mondiale”.

Jciak. Il Corriere riporta le pretestuose polemiche sorte in rete contro la decisione di affidare all’attrice israeliana Gal Gadot il ruolo di Cleopatra. Polemiche sterili fomentate in un clima da cancel culture, scrive il quotidiano. Sarà invece presentato in anteprima e come Evento alla Festa del Cinema di Roma (mercoledì 14 ottobre al MAXXI) il film Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma, diretto da Giulio Base. Protagonisti del film, un gruppo di giovani che, tra i vicoli dell’antico ghetto ebraico di Roma, riporta alla luce alcune ferite legate alla Shoah, scrive La Discussione. “Questo film sul Ghetto aiuta ad abbracciare le diversità”, dichiara a Metro uno degli attori protagonisti, Francesco Rodrigo.

I cambiamenti in Medio Oriente. Inizieranno domani, con la mediazione Usa, gli attesi colloqui per definire confini marittimi tra Israele e libano. In palio lo sfruttamento di risorse energetiche al largo delle coste, riporta in una breve il Sole 24 ore. Sul Giornale invece si parla del tentativo di Erdogan di inserirsi in tutte le crisi aperte nell’area per aumentare la sua influenza e nel mentre di attaccare Israele. Riguardo allo situazione dello Stato ebraico, il Riformista intervista l’ex Premier Ehud Barak che accusa Netanyahu di mala gestione rispetto alla crisi sanitaria, di pensare “solo a salvarsi dai suoi guai giudiziari e all’ombra dell’epidemia conduce una sorta di colpo di stato”.

Daniel Reichel