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Il calcio e il razzismo negli stadi,
la narrazione per cambiare passo

In tutti questi anni di lavoro il sociologo Mauro Valeri (1960-2019), massimo esperto di razzismo e parole dell’odio negli stadi del calcio italiano, è stato un importante punto di riferimento per molti. Anche di questa redazione, con cui ha spesso condiviso i risultati dei suoi studi, le pagine delle sue indagini e dei suoi molti libri. 
Un maestro anche di umanità cui è stato dedicato il seminario internazionale “Cronaca Antirazzista: il ruolo della narrazione nel contrasto alle discriminazioni” promosso dall’Uisp con il contributo dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar) del governo. Ospiti istituzionali, esponenti del mondo accademico e dell’informazione hanno animato una mattina ricca di spunti.
Ad intervenire tra gli altri il direttore dell’Unar Triantafillos Loukarelis, promotore assieme a Uisp e Lunaria dell’Osservatorio nazionale contro le discriminazioni nello sport, il primo in Europa, istituito lo scorso 31 luglio. “Un progetto di Mauro. Da tanti anni – ha affermato Loukarelis – diceva giustamente che lo sport è lo specchio della nostra società, il misuratore del suo stato di salute. Quello che accade nei campi sportivi, specie in periferia, ci dà infatti la dimensione dello stato della democrazia nel nostro Paese”.
Tra le opere più significative di Mauro Valeri ricordiamo Black Italians. Atleti neri in maglia azzurra (2006); Nero di Roma. Storia di Leone Jacovacci, l’invincibile mulatto italico (2008); Negro, Ebreo, Comunista. Alessandro Sinigaglia, venti anni in lotta contro il fascismo (2010); Che razza di tifo: Dieci anni di razzismo nel calcio italiano (2010); Mario Balotelli. Vincitore nel pallone (2014); Il generale nero. Domenico Mondelli: bersagliere, aviatore e ardito (2015); Afrofobia. Razzismi vecchi e nuovi (2019).

(19 ottobre 2020)