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“Beni culturali ebraici in Italia,
il 2021 un anno di grandi sfide”

“Dopo un anno nel quale il nuovo Consiglio, insediatosi nel mese di febbraio, ha dato impulso a molteplici programmi, pur con le limitazioni imposte dalla pandemia, nel corso del 2021, in cui ci si augura che la situazione sanitaria possa ottenere decisivi miglioramenti, tutti i progetti dovrebbero registrare significativi sviluppi e raggiungere importanti obiettivi”.
Sono numerose le sfide con cui la Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia sarà chiamata a confrontarsi a breve. L’ha ricordato, nel corso dell’odierna riunione di Consiglio svoltasi a Roma, il Presidente Dario Disegni. Nel suo intervento di esposizione delle linee programmatiche propedeutico anche all’approvazione del bilancio preventivo, Disegni ha parlato di “accresciuta e ormai consolidata reputazione che la Fondazione è riuscita a conquistare grazie al grande lavoro svolto negli ultimi anni”. Insieme alla “conseguente concessione di importanti contributi da parte di istituzioni pubbliche e private, italiane e straniere”, ciò rappresenta un motivo “di legittima soddisfazione e di stimolo a operare con sempre maggiore impegno per la realizzazione delle finalità istituzionali affidate alla Fondazione stessa”. 
Nella relazione è stato annunciato che nel 2021 proseguirà il lavoro, iniziato nel 2014, relativo all’aggiornamento della catalogazione del patrimonio culturale ebraico (destinato in prospettiva a dare vita a un vero e proprio Centro del Catalogo, da collocare presso il Meis a Ferrara) con l’impegno di cinque giovani schedatori che operano sotto la guida di membri del Consiglio esperti nella materia e di un comitato scientifico che revisiona quanto portato avanti.
Altro fronte di grande interesse quello relativo alle biblioteche comunitarie e statali in cui sono presenti volumi in ebraico. L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, è stato ricordato dal presidente Disegni, ha ottenuto dalla Rothschild Foundation (Hanadiv) Europe un contributo per un progetto di catalogazione che ha come obiettivo quello di produrre una Teca Digitale, ospitata nel sito della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. La catalogazione, che vedrà il supporto scientifico della National Library of Israel, porterà al censimento di circa 15mila volumi nel biennio 2020/2021 nelle biblioteche comunitarie e statali del Piemonte e del Lazio. Il coinvolgimento diretto della Fondazione, ha detto Disegni, “è assicurato dal ruolo chiave affidato alla segretaria, Diletta Cesana, di project manager, in collaborazione con Gloria Arbib, incaricata dall’UCEI”.
Successivo argomento affrontato il portale www.visitjewishitaly.it, strumento di informazione sul patrimonio culturale ebraico del Paese varato nel 2018. Il sito web, ha spiegato Disegni, si è arricchito di fotografie e immagini e ha modificato completamente il proprio aspetto, anche dal punto di vista tecnologico, presentando ora il patrimonio culturale ebraico in Italia in modalità georeferenziata e multimediale. Un’importante integrazione è anche avvenuta con il portale e l’app “My Jewish Italy” realizzati dall’UCEI. Nel 2021, ha annunciato Disegni, la Fondazione “intende implementare ulteriormente il portale, con l’inserimento di località non incluse nella prima fase del progetto, avvalendosi della collaborazione dell’architetto Baruch Lampronti, curatore dei testi sin dalle prime fasi del progetto”.
Verrà poi completato il progetto “per la valorizzazione delle catacombe di Venosa, attraverso un programma di ricerche, svolto sotto la direzione scientifica del professor Giancarlo Lacerenza e con il sostegno dell’Associazione Daniela Di Castro”. L’obiettivo è in particolare “quello di realizzare una guida del prezioso sito, nell’ambito di una strategia complessiva volta a conseguire una migliore fruizione dello stesso, costruendo un attrattivo itinerario turistico nella Basilicata, in collaborazione con le istituzioni e le realtà associative del territorio”.
Nel corso del 2021, grazie un importante contributo ottenuto dalla Beneficentia Stiftung di Vaduz, saranno anche attivati i lavori per il programma di restauro e valorizzazione dell’antico Cimitero di Gorizia (Valdirose) sulla base del progetto predisposto e dell’attività preliminare svolta dall’architetto Andrea Morpurgo. L’iniziativa, ha spiegato Disegni, “assume una particolare valenza per la candidatura di Nova Gorica, insieme a Gorizia, a Capitale Europea della Cultura 2025”. A tal fine, è stato spiegato, “il progetto della Fondazione è stato inserito nel dossier di candidatura presentato ufficialmente agli organismi dell’Unione Europea”. Un’attività di ricerca sulla storia degli ebrei di Gorizia e sull’antico cimitero verrà inoltre svolta dall’Università di Udine, con la quale è stata firmata un’apposita convenzione.
Anche per il 2021, ha aggiunto Disegni, verranno promossi, in collaborazione con le Comunità proprietarie dei beni culturali che necessitano di appositi interventi, “progetti di restauro esemplari di beni culturali, per i quali verranno attivati tutti i canali di finanziamento ipotizzabili e per i quali la Fondazione metterà altresì a disposizione le competenze professionali presenti al suo interno”. 
Eventi ed esposizioni temporanee, ha poi affermato, “potranno essere realizzati, ove la situazione sanitaria lo consenta, nel corso dell’anno, in particolare in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica”. Sulla base dei positivi risultati conseguiti negli scorsi anni con giovani ricercatori, per il 2021 l’intenzione è di affidare “un incarico di ricerca che consenta di far progredire gli studi relativi al patrimonio culturale ebraico in Italia, con particolare riferimento ad aree del Paese nelle quali le testimonianze della presenza ebraica siano state scarsamente approfondite”.
Verranno inoltre promossi, anche in collaborazione con qualificati enti culturali e accademici, “convegni di studio e pubblicazioni scientifiche sul patrimonio culturale”. 
Tra le decisioni assunte dal Consiglio l’assegnazione di una borsa di ricerca alla dottoressa Vanessa Maggi per il progetto “Il Beth haChaim di Trieste: storie di vite tra Otto e Novecento” e di un incarico di ricerca a una studiosa dell’Università dell’Aquila per uno studio sulla presenza ebraica in Abruzzo e le relative testimonianze. Uno stimolo per approfondire una storia poco conosciuta, anche in vista di prossime iniziative di valorizzazione promosse dalle autorità locali.

(21 ottobre 2020)