“Lavoriamo giorno e notte
per evitare il lockdown”
La parola “lockdown”, da qualche giorno, non è più un tabù. È tornata a pronunciarla anche il ministro della Salute Roberto Speranza in un intervento televisivo in cui ha definito molto seria la situazione epidemiologica. “Lavoriamo giorno e notte per evitare il lockdown ma i numeri dei prossimi giorni non sono scritti in cielo, dipendono dalle misure. Serve porre rimedio nel più breve tempo possibile”, ha detto a Di Martedì.
Di lotta al Covid si è parlato anche nell’ambito dell’incontro internazionale “Nessuno si salva da solo – Pace e fraternità” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, con la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di papa Bergoglio e numerosi leader religiosi. Dal Capo dello Stato, come riporta tra gli altri il Corriere, è arrivato un invito alla fratellanza e alla concordia “in un tempo segnato da gravi minacce globali che provocano sofferenze, povertà e timori”. A portare la voce dell’ebraismo il Gran Rabbino di Francia rav Haim Korsia, che dal palco ha anche rivolto un pensiero a Samuel Paty ed esortato le religioni a fare fronte comune contro chi minaccia la libertà d’espressione.
Scrive un vero e proprio appello all’Islam di Francia l’intellettuale Bernard Henri-Levy (Repubblica): “Chi può rivolgersi ai numerosi giovani, che secondo i sondaggi non hanno dissentito quando è stata perpetrata l’esecuzione di un vignettista, se non i musulmani di Francia? Chi può ricordare a quegli adolescenti oscurantisti che esiste un Islam bello, amico della libertà di pensiero e della legalità, che nobilita i cuori e che, in intere regioni, ha dominato?”.
Al solito chiara e potente la voce di Hassen Chalghoumi, l’imam della moschea di Drancy sotto scorta per il suo impegno contro l’Islam radicale. “Dei fanatici – dice in una intervista al Fatto Quotidiano – stanno scippando la nostra religione e i nostri figli. Manipolatori che entrano di forza nei cervelli di una gioventù persa, ignorante della storia e della religione”.
Il Medio Oriente porta ogni giorno una sorpresa. L’ultima, racconta Repubblica, arriva dall’ex parlamentare iraniana Faezeh Hashemi Rafsanjani, primogenita di uno dei padri fondatori della Repubblica islamica: l’ex presidente Hashemi Rafsanjani. Spesso invisa dal regime per le sue battaglie in difesa dei diritti delle donne, in una intervista a un quotidiano locale ha auspicato una “riconsiderazione” dei rapporti con Israele.
Ieri intanto si è svolto il primo storico volo da Abu Dhabi allo Stato ebraico. Il Giornale parla di “disgelo aereo” tra i due Paesi.
“Nelle loro feste sacre mangiano pane croccante, e il crimine è che questo pane non si mangia se non è impastato con il sangue di un non-ebreo fra le nazioni”. Parole che sembrano uscite dagli atti del processo di beatificazione di Simonino da Trento. A rilanciare questo grande classico dell’antisemitismo europeo, oltre cinque secoli dopo, è stato invece il ministro palestinese dell’Istruzione Nasser al-Yafawi. Ne scrive Libero.
Lo storico Umberto Gentiloni (Repubblica) ricorda Aldo Zargani: “Cercava con ostinazione l’incontro con l’altro, con le generazioni più giovani, con chi aveva voglia di conversare di vicende in apparenza marginali: romanzi introvabili, film da rivedere, storie sepolte. Un testimone, un intellettuale impegnato alla ricerca di risposte immerse nei problemi del contemporaneo”.
Volantini di un gruppo giovanile di destra vicino a Fratelli d’Italia sono stati ritrovati incollati accanto a due pietre d’inciampo poste a Torino, davanti al liceo d’Azeglio, in ricordo di due studenti assassinati nei campi di sterminio: Franco Tedeschi e Virginia Montalcini. Gli stessi adesivi, racconta La Stampa, “erano anche stati abbondantemente incollati sulla targa ovale che ricorda la storia del celebre liceo, roccaforte del pensiero libero, la scuola di Pavese, Bobbio, Mila, Ginzburg, Einaudi e di altri intellettuali antifascisti e di studenti che parteciparono alla Resistenza”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(21 ottobre 2020)