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Venti lumi per diradare l’oscurità

“Una luce dirada l’oscurità”. Venti Chanukkiot della collezione della Fondazione Arte Storia e cultura ebraica di Casale Monferrato e Piemonte Orientale stanno trovando in queste ore una temporanea collocazione in alcuni luoghi simbolo della città di Padova. Ci resteranno fino al prossimo 18 gennaio. Da Palazzo della Ragione a Palazzo Moroni, dall’Università al Museo Diocesano al chiostro della Basilica del Santo. Cultura diffusa con perno il Museo della Padova Ebraica, dove è allestito il maggior numero di lumi.
Un’iniziativa fortemente voluta dalla Comunità ebraica locale per rinsaldare il legame con la città e per lanciare un messaggio di luce. “Una bella sfida, in questo periodo così complesso” sottolinea la curatrice del progetto, la vicepresidente della Comunità ebraica padovana Gina Cavalieri. Sarà proprio lei, nel corso di una conferenza stampa che si terrà domattina, a presentare la mostra insieme al rabbino capo rav Adolfo Locci, all’assessore comunale alla Cultura Andrea Colasio e a Daria Carmi, junior curator della Fondazione Arte, Storia, Cultura ebraica di Casale Monferrato e Piemonte Orientale Onlus.
In mostra a Palazzo della Ragione una chanukkiah realizzata da Omar Ronda, che si compone di brillanti tasselli multiformi di plastica colorata inseriti nella sagoma dorata della menorah, tradizionale candelabro ebraico i cui bracci simboleggiano i giorni della creazione.
Nel Cortile Nuovo dell’Università sarà invece posta una chanukkiah opera di Marco Lodola, la cui opera è formata da un alto parallelepipedo nero sulla cui sommità sono allineate otto mani colorate e illuminabili al neon.
Il Cortile pensile di Palazzo Moroni ospiterà la lampada di Roland Topor. Il lume si presenta con la forma di due grandi mani dalle dita ben distanziate che hanno la particolarità di essere unite da un unico pollice con funzione di shamash.
Nel Chiostro Generale della Basilica del Santo verrà esposto il lume di Guy De Rougemont. Nell’opera ha molta importanza la parte inferiore, di supporto alla lampada vera e propria: si tratta di una grande struttura in acciaio verniciato, lavorata in altezza, dominata dall’incontro e dall’intreccio delle barre metalliche.
Il Salone dei Vescovi del Museo Diocesano ospiterà la chanukkiah di Antonio Recalcati.
L’opera, in bronzo fuso, parte da un basamento in marmo sul quale si innesta la struttura portante costituita da una serie di nove fogli in bronzo che raffigurano i biglietti piegati e inseriti nel Muro Occidentale a Gerusalemme.
Nella sinagoga sarà possibile ammirare il lume di Arnaldo Pomodoro. Sulla putrella sono inserite due lastre di bronzo sulle quali si tracciano le trame e i segni caratteristici del linguaggio espressivo dell’artista: trafitture irregolari e fitte, cunei, fili, denti. Si notano una serie di segni astratti e immaginari per formare un racconto che si connettesse in generale con l’idea del pensiero, dell’esperienza della memoria.
Gli altri artisti esposti al Museo della Padova Ebraica sono Dario Brevi, Alì Hassoun, Tommaso Chiappa, Davide Nido, Emanuele Luzzati, Marco Porta, Tobia Ravà, Elio Carmi, Aldo Mondino, Teresa Lucia Rossi, Vito Boggeri, Franca Bertagnolli, Giorgio Laveri e Marcello Mastro.

(26 ottobre 2020)