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Ticketless – Taccuini

Terza puntata (ultima, prometto) di amarcord. Dopo gli album di famiglia, dopo i manuali scolastici è la volta dei taccuini.
Nel riordinare vecchie carte è spuntato fuori il taccuino che mio nonno materno portava con sé durante la prima guerra mondiale.

Quota 77, Monte Hermada, Duino, le cure portate ai feriti, i gas tossici, un dottore sempre assente e ubriaco, una sola licenza durante tutta la guerra, per tornare a Casale Monferrato e dare ai genitori la notizia della morte del fratello Alessandro, ucciso sulla linea del Piave.

La cardiopatia di cui soffrì per tutta la vita (morì quando avevo da poco compiuto due anni) ha origine in quelle notti in trincea. Era del 1896, vent’anni quando inizia a scrivere il Taccuino. Di lui, oltre al taccuino, mi sono rimaste un paio di lettere, che naturalmente scriveva a mia madre e non potevo leggere.
Le riguardo adesso, mi commuove la tenerezza verso di me neonato, mi disegnava pupazzetti a matita. di un pupazzetto. Un sobbalzo – impossibile da descrivere – quando nel taccuino ho visto la caricatura del Kaiser che qui riproduco.

Alberto Cavaglion

(28 ottobre 2020)