Le ferite da sanare
Un nuovo giorno si è aperto. La strada sarà lunga e difficile perché occorre ricostruire, e lo sa bene il presidente eletto Joe Biden, che proprio così sta parlando, come qualcuno che vuole sanare le ferite e ricostruire le macerie. Molto e lungo lavoro, che durerà forse più di una generazione, ci sarà da fare per cambiare i modi di pensare e di agire di tanta parte dei cittadini americani, aizzati e sostenuti dal presidente Trump: coloro che credono nella supremazia dei bianchi, nei complotti dei pedofili e degli ebrei come Soros, nelle armi impugnate contro le parole e le idee, nella dittatura dei medici, nel potere della cultura. Per cambiare una visione della libertà che è ed ancor più è divenuta libertà di distruggere l’altro. Anche noi, in Europa e in Italia, ne siamo stati infettati ed ancora ne portiamo le tracce. Ma, come ha detto Kamala Harris, la prima donna vicepresidente alla Casa Bianca, “abbiamo riabbracciato la nostra storia”. Una storia che è quella di tutte le donne, di tutti coloro che sono stati schiavi o immigrati, ma anche di tutti noi che speriamo che il giorno che viene curi le nostre ferite e ci consenta di contribuire, ognuno come può, a quest’opera di ricostruzione.
Anna Foa, storica
(9 novembre 2020)