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Le strane nozze di Diamantina

Rinaldo De Benedetti (1903-1996), meglio noto con lo pseudonimo Didimo (o Sagredo), è il più vicino a Primo Levi e a Rita Levi Montalcini per interessi e orientamento culturale, per i suoi libri di storia della scienza e per i suoi articoli di divulgazione, per le sue memorie autobiografiche. Molti dei suoi racconti orali – ho fatto in tempo a conoscerlo e ad ascoltarli dalla sua viva voce – li ho ritrovati in questo delizioso libretto apparso postumo, Le strane nozze di Diamantina e altri racconti (prefazione di Corrado Viola, L’orto della cultura, 2020), dove si raccontano storie e favole per l’infanzia e non solo. Uno scrittore da riscoprire. Anche a me aveva consigliato, per vincere la sensazione di gelo che si prova entrando d’inverno nel letto, di immaginare che sotto le coperte vi fosse una cabina, «ben chiusa e riparata». Una macchina viaggiante, un aerostato, capace di spostarsi andare nello spazio, sulla terra, sul ghiaccio e sott’acqua, ispirato a Verne, come Levi, parlando della mula bianca della sposa di Carmagnola, s’ispira all’Ariosto: «Ed era, questo veicolo, munito di ogni sorta di comandi, leve, pulsanti, grazie ai quali egli lo guidava di qua, di là, in alto, in basso, a piacere».
Il bambino che fantasticava su quella mobile dimora stava raggomitolato per il freddo di una casa poco riscaldata, sotto le coperte del letto «a guisa di una N». Da grande diventerà biografo di Omo Bottego e di altri viaggiatori illustri, studioso di scienze esatte, apprezzato divulgatore della fisica, della medicina, della chimica, inventore delle prime scientifico a lungo collaboratore della «Stampa», Rinaldo De Benedetti era per via materna cugino di Arnaldo Momigliano, pronipoti entrambi di una figura leggendaria almeno quanto il Barunlitrùn: Amadio Momigliano, meglio noto come Barbamadiu. Rinaldo Debenedetti lo ha immortalato in un Racconto occitano, che bene s’inserisce nel filone ereticale dei «barbetti». È ora raccolto in questo volumetto, ma il lettore curioso lo trova anche nel sito jimdo a Didimo amorevolmente dedicato dalla figlia Anna: basterà battere su Google ‘Rinaldo Debenedetti Didimo Sagredo’ e si potrà concordare sull’ipotesi che si tratti di uno dei racconti più emozionanti della letteratura ebraico-italiana del secondo Novecento.

Alberto Cavaglion

(11 novembre 2020)