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Dal Golan agli insediamenti,
l’impronta di Mike Pompeo

Il movimento Bds e chi lo sostiene sarà ufficialmente considerato antisemita dagli Stati Uniti e i prodotti degli insediamenti israeliani esportati negli Usa saranno etichettati made in Israel. Sono le due mosse annunciate dal segretario di Stato Usa Mike Pompeo nella sua missione di tre giorni in Israele. “L’agenda di Pompeo ha poi incluso due tappe anch’esse senza precedenti per un capo della diplomazia – scrive Repubblica – seppur in una visita “privata”, si è recato nell’insediamento di Psagot, nei pressi di Ramallah, dove ha visitato una cantina che gli ha dedicato un vino in omaggio alla sua decisione dell’anno scorso di non considerare più illegali gli insediamenti ebraici”. Una decisione criticata da alcune cancellerie europee (e dall’ex viceministro agli Esteri italiano Mario Giro in un editoriale su Domani) così come da movimenti come Peace Now a cui dà voce oggi il Corriere della Sera. Marcando una chiara differenza con l’Ue, Pompeo ha dato mandato al Dipartimento di Stato di comunicare che “Tutti i prodotti nelle aree dove Israele esercita l’autorità rilevante, in particolare l’Area C sotto i Trattati di Oslo, dovranno essere etichettati come ‘Made in Israel’ quando sono esportati negli Usa”. Nell’Ue invece, spiega il Sole 24 Ore, secondo la decisione della Corte di Giustizia della Ue, gli stessi prodotti devono essere etichettati come provenienti dagli insediamenti. “Gli sforzi nefasti dell’etichettatura della Ue facilitano il boicottaggio delle aziende israeliane” ha scritto in un tweet il segretario di Stato Usa (Financial Times). In ultimo, Pompeo si è poi recato nella seconda tappa che segna un nuovo precedente: ha visitato – questa volta in via ufficiale – le alture del Golan, riconosciute dall’amministrazione Trump come israeliane. Accompagnato dal ministro degli Esteri Gabi Ashkenazi, Pompeo ha condannato gli “appelli dei salotti in Europa e delle istituzioni d’élite negli Usa” a Israele a restituire le Alture conquistate durante la Guerra del ’67 alla Siria (Fatto Quotidiano).

Recovery in stallo. Ungheria e Polonia hanno confermato il veto all’adozione del bilancio 2021-2027, a cui si lega il Recovery Fund. Un veto nato per contestare la scelta di Consiglio e Parlamento Ue di vincolare l’erogazione dei fondi comunitari ai Paesi che rispettano le condizioni dello stato di diritto. “Il minimo indispensabile”, affermano i sostenitori della clausola. Un sistema, secondo Polonia e Ungheria che “sarà usato per ricattarli politicamente e per costringerli ad accogliere i migranti”. Intanto, sottolinea la Stampa, tutto è fermo con ripercussioni economiche per tutti i paesi Ue. E a proposito di economia, in Italia un dato interessante – legato alla capacità delle aziende del nostro paese di far fronte alla crisi – emerge da uno studio di Bankitalia a cura degli economisti Aviram Levy, Alessandra Iannamorelli, Marco Orlandi, Filippo Giovannelli. “Dall’analisi emerge – spiega il Corriere – che l’Italia ha già fatto cinque anni fa uno stress test del suo tessuto economico, che ha consentito con fatica e sofferenze di ripulire il mercato dalle imprese meno forti. Così ora l’economia è più in grado di resistere alla crisi causata dalla pandemia”.

Le mosse di Trump. “Con un passo sfacciato, il presidente ha invitato i leader dello stato repubblicano del Michigan alla Casa Bianca, mentre lui e i suoi alleati cercano di impedire che lo stato certifichi la chiara vittoria di Joe Biden”, scrive il New York Times, in riferimento all’ultimo tentativo di Trump di mettere in discussione la vittoria dell’avversario Biden. Un Biden che, racconta Barack Obama in un’intervista pubblicata in Italia da Repubblica, “sanerà le divisioni nel mondo provocate da Trump”.

La lezione di Norimberga. Repubblica intervista William Shawcross, figlio del capo del Collegio d’accusa britannico al Processo di Norimberga. Un colloquio in cui Shawcross “racconta come il padre visse il processo che ha inventato il diritto internazionale e ha stabilito per sempre che nessun dittatore né aguzzino può dirsi al di sopra della legge”.

Confusione anti-covid. “Chi protesta contro la Merkel la accusa di essere liberticida come Hitler. Poi fa il saluto nazista”, racconta il Foglio, sottolineando le tante contraddizioni dei complottisti anti-covid, e non solo. “La Merkel, che ci ha insegnato cosa vuol dire avere le idee molto chiare ma non comportarsi da ideologi, ha trovato un altro antidoto a questa confusione storica e culturale. – racconta il Foglio – Ieri ha risposto all’ondata di paradossi con un incontro a distanza con i lavoratori essenziali e con pazienti o parenti di pazienti: in novanta minuti di conversazione, la cancelliera ha ascoltato e ha chiesto sempre la stessa cosa: cosa possiamo fare per migliorare la vostra situazione durante la pandemia?”.

Jciak. “Il momento è giusto perché è un film che ci insegna l’importanza di non mollare. E perché ci dice che Montalcini ha seminato bene: sono convinta che i nostri ricercatori, in questi mesi, stiano facendo le ore piccole lavorando sul Covid con la stessa abnegazione che aveva lei”, così Elena Sofia Ricci, racconta al Messaggero il film tv Rita Levi Montalcini di Alberto Negrin, (domenica in prima serata su Rai 1) in cui impersona la celebre scienziata.

Daniel Reichel