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Spazzatura stampata

“Un veterinario ebreo ci infilerà l’ago, conto alla rovescia per il terrore del vaccino obbligatorio”, così un titolo in prima pagina sul “quotidiano” greco Makeleio, affiancate da una foto di casacche a strisce dei lager nazisti, una foto del criminale nazista Josef Mengele e una più grande del CEO dell’azienda farmaceutica Pfizer, Albert Bourla, ebreo di Salonicco. Makeleio – in greco moderno “massacro” – è stato più volte criticato per i suoi contenuti razzisti, omofobi e antisemiti, il suo fondatore, Stefanos Chios, vicino ad Alba Dorata, ha subito numerose condanne penali. “L’unico foglio tabloid che circola in Grecia e va contro il marciume della piramide di leader malvagi, oligarchi locali e stranieri” – si legge nella presentazione del quotidiano – “La storia non la scrivono più le persone di sinistra, la scrivono i veri patrioti greci e non i politici mafiosi, i bugiardi, gli arrivisti e gli ipocriti. La Grecia appartiene solo ai veri greci”.
Era auspicabile pensare che questa spazzatura che si autodefinisce “giornalismo” non esistesse più, invece continua a proliferarsi e ad essere stampata e letta. Ma è anche significativo notare nuovamente come l’antivaccinismo, e il negazionismo del Covid-19 che da nuovo vigore al primo, vada a braccetto anche con l’antisemitismo e il complottismo ad esso legato. Non esistono teorie complottiste “innocue”, perché ad ogni teoria se ne può collegare sempre un’altra, colui che crede al complotto dei vaccini, delle scie chimiche o dei rettiliani, può credere senza troppi dubbi anche al “complotto giudaico”. Le idiozie sulle teorie del “complotto giudaico” si sposano bene con tutte le altre. Ecco perché anche le ultime teorie fantasiose sui brogli elettorali negli USA non dovrebbero spaventare solo il Democratic Party. L’ignoranza e la menzogna generano all’infinito sempre altra ignoranza e menzogne.

Francesco Moses Bassano