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Pollard potrà lasciare gli Usa

Dopo trent’anni di carcere e cinque di semi-libertà, Jonathan Pollard potrà lasciare gli Usa e andare a vivere, come suo desiderio, in Israele. Repubblica, nel ripercorrerne la storia, ricorda la particolarità del suo caso. Pollard è infatti “l’unico cittadino degli Stati Uniti condannato all’ergastolo per aver passato documenti ‘top secret’ a un Paese amico”. La sua liberazione è stata più volte richiesta dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. Prima di abbandonare la Casa Bianca, si legge, “Donald Trump ha voluto compiere un ultimo gesto in favore del suo più prezioso alleato in Medio Oriente”.  

Al Zawahiri, il capo di Al Qaeda che fu tra gli ispiratori dell’11 Settembre, sarebbe morto per gli effetti di un attacco di asma. La notizia ha presto fatto il giro del mondo. Una prima conferma, scrive La Stampa, è arrivata dai Servizi pachistani: “Due ufficiali, rimasti anonimi, hanno rivelato il trapasso al giornale anglofono di Riad, Arab News”. Un interprete al soldo del gruppo terroristico avrebbe poi fornito ulteriori informazioni (anche sul suo funerale). Per il momento l’antiterrorismo americano “ha detto di non avere elementi sicuri, anche se è al corrente delle voci che circolano”.  

Libero intervista Pierbattista Pizzaballa, il patriarca di Gerusalemme. All’alto esponente francescano viene chiesto se si attende un futuro di pace per la regione. “La pace messianica, come la immaginiamo noi, in cui tutti si vogliono bene, non credo. Arriverà il momento per relazioni più serene e distese. Ma – sostiene – non è ora”.

L’Espresso racconta la protesta di centinaia di migliaia di donne polacche contro la recente sentenza della Corte costituzionale. “Costruire un’altra Polonia sarà un processo lungo. Ma intanto stanno rinascendo i valori e il linguaggio dell’Illuminismo che per troppo tempo abbiamo abbandonato. Forse – dice una di loro – è la volta buona”. In Ungheria, altro Paese sotto osservazione, artisti e intellettuali denunciano da tempo la crisi dei diritti civili. Racconta Arpád Schilling, drammaturgo: “Abbiamo sbattuto contro il muro del potere e della disinformazione: ci hanno accusato di non essere abbastanza ungheresi, di essere nemici dello Stato. Di essere ‘liberali’, che in Ungheria vuol dire essere ebrei, comunisti, omosessuali, zingari”. 

Maurizio Molinari, il direttore di Repubblica, dedica il suo editoriale alla “nuova via progressista” incarnata da Joe Biden e Keir Starmer. A proposito del leader laburista inglese è segnalato il deciso cambio di passo rispetto all’azione del suo predecessore, Jeremy Corbyn, distintosi anche per l’ostilità “nei confronti degli ebrei e di Israele”.

La Lettura del Corriere presenta il memoir di Ilhan Omar, l’esponente democratica che è stata la prima musulmana a indossare l’hijab nel Campidoglio Usa. Nell’articolo si accenna appena alle sue posizioni contro Israele, spesso rivelatesi estreme e inaccettabili.  

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(22 novembre 2020)