Il caso Patrick Zaki
e i silenzi italiani
Altri quarantacinque giorni in carcere per Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna accusato dalle autorità del Cairo di propaganda sovversiva. Per il momento il governo italiano non sembra all’altezza della situazione. Lo stallo diplomatico è così descritto dal Corriere: “C’è qualcosa di peggio del cupo silenzio che da ieri sera circonda Patrick Zaki, chiuso di nuovo nella terribile sezione Skorpion 2 del carcere di Tora: il silenzio delle istituzioni italiane”.
Joe Biden convocherà una conferenza internazionale per la difesa della democrazia. Repubblica chiede un’opinione a Lionel Barber, ex direttore del Financial Times. “Biden e la conferenza – afferma – hanno un compito immane: salvare la democrazia liberale da nazionalismo e populismo”. Nell’intervista si parla anche del nuovo corso laburista in Inghilterra, con l’archiviazione dell’era Corbyn e delle sue molte ombre. “L’antisemitismo era un cancro nel Labour. Corbyn l’ha tollerato, ha chiuso gli occhi. Sostiene di essere solo un difensore della causa palestinese, ma c’è molto di più nel suo atteggiamento. Starmer – dice Barber – fa bene a volerlo estirpare”.
La Stampa anticipa un brano dell’intervento che Abraham B. Yehoshua terrà al prossimo Festival del Classico sul tema ‘Coscienza storica e mito nell’identità del popolo ebraico’. “La questione – scrive Yehoshua – è se Israele non si trovi di fronte a un bivio: plasmare la sua futura identità nazionale o sul modello europeo, che si basa essenzialmente sulla consapevolezza della continuità storica dello spazio-tempo, o sul modello americano”.
Il Fatto Quotidiano parla di “Kaf”, il primo ristorante casher degli Emirati Arabi Uniti inaugurato due giorni dopo la firma degli storici Accordi di Abramo a Washington. “Fino a poco tempo fa – si legge – in pochi sapevano che gli Emirati Arabi Uniti ospitano una piccola comunità di ebrei. Ci sono anche tre sinagoghe: due a Dubai e una terza ad Abu Dhabi che ha appena aperto i battenti”.
Furio Colombo (Il Fatto Quotidiano) riporta alcuni imbarazzanti passaggi di Ebraismo e arte contemporanea, il testo del docente universitario Mario Costa già segnalato su queste pagine dal direttore della Fondazione CDEC Gadi Luzzatto Voghera per la “dichiarata e indifendibile sottocultura antisemita” che si cela dietro “le apparenze di una rispettabilità accademica”.
Il lunedì, come di consueto, Il Foglio propone nel suo inserto alcune traduzioni di articoli usciti sulla stampa estera. “L’islamismo conquistatore non è solubile nell’economia, non va trattato come il sintomo di qualcos’altro, va combattuto. Non è una nostra creazione, è il nostro nemico” dice Alain Finkielkraut al sito francese Causeur. Ad essere tradotto anche un intervento apparso sul Times in ricordo di rav Jonathan Sacks.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(23 novembre 2020)