“La democrazia
è stata in pericolo”

Subito dopo l’ufficializzazione della vittoria Joe Biden e Kamala Harris hanno partecipato a un incontro online con alcuni volontari della loro campagna. Ne scrive La Stampa, traducendo domande e risposte della videochiamata. 
“La democrazia era in pericolo. Non è un’iperbole, era davvero a rischio. Voi – ha esordito Biden – ci avete aiutato a costruire la più ampia e diversa coalizione nella storia presidenziale”. Così la sua vice: “Abbiamo davanti quattro crisi esistenziali: pandemia, recessione, ingiustizia razziale e clima. Serviranno sacrifici, ma possiamo farcela, perché in America tutto è possibile”. 

Il Corriere, in un ampio articolo, ricostruisce le ultime ore del padre dell’atomica iraniana Mohsen Fakhrizadeh. La versione più accreditata è che l’azione con cui è stato ucciso sia stata opera del Mossad e in particolare del suo direttore Yossi Cohen. “Sotto di lui – si legge – il Mossad usa sempre meno operativi israeliani e preferisce coordinare piccoli gruppi di mercenari internazionali o locali, ognuno incaricato di eseguire un pezzo del piano e ignaro di quello che stanno facendo gli altri. Le stesse tattiche con cui sarebbe stato ucciso Fakhrizadeh”. 

La luce di Chanukkah illumina lo Spallanzani, tra le strutture simbolo della lotta alla pandemia. L’accensione organizzata ieri dalla Comunità ebraica romana come “gesto di gratitudine verso il più importante istituto nazionale di malattie infettive, per l’incessante battaglia che medici e infermieri stanno combattendo contro il Covid” (Repubblica Roma). 

Martin Adler, l’ex militare americano che ha appena riabbracciato virtualmente i tre fratellini salvati nel ’44 nell’Appennino bolognese, racconta a Repubblica il suo legame speciale con l’Italia: “È sempre stata vicina al mio cuore più di ogni altro Paese oltre, naturalmente, agli Stati Uniti e a Israele, visto che sono ebreo”. 

“La mia nomina sotto l’ala leghista è importante per il Paese: hanno riconosciuto di avere un gap nella cultura, e sono corsi ai ripari”. È quanto sostiene Moni Ovadia, neo direttore del Teatro Comunale di Ferrara, in una intervista con Libero

Svelata ieri al Coni una targa in ricordo di Gino Bartali e degli uomini di sport ebrei che furono vittima di persecuzione. Ne parla tra gli altri la Gazzetta. Sulla targa si legge: “Per non dimenticare gli sportivi ebrei perseguitati e coloro che rischiarono la propria esistenza per salvare vite innocenti”.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(16 dicembre 2020)