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Israele-Marocco, la diplomazia
continua a fare progressi

Quasi 100mila vaccini somministrati nelle ultime ventiquattro ore. Oltre 379mila quelli totali fatti a partire dal 19 dicembre scorso. Primo posto nel rapporto tra popolazione e vaccini somministrati. Israele sta viaggiando a ritmi da record nella campagna di vaccinazione di massa dei suoi cittadini contro il coronavirus. Una campagna fondamentale per superare la pandemia, che prosegue, anzi sta accelerando, mentre gli israeliani sono tornati a chiudersi in casa per il terzo lockdown deciso dal governo di Gerusalemme. Da domenica 27 dicembre, infatti, per almeno due settimane si torna alla chiusura su scala nazionale per far scendere la curva dei contagi, con molti esercizi e attività chiusi. Tra le professioni esentate dal blocco, i diplomatici israeliani, che in questo difficile anno continuano a raggiungere obiettivi importanti. Nel giorno dell’inizio del lockdown, infatti, una delegazione israeliana ne ha accolta una dal Marocco. I funzionari di Rabat sono arrivati per gettare le basi per l’apertura di un ufficio di diplomatico in Israele, passo avanti nell’annunciata nuova normalizzazione dei rapporti tra i due paesi. L’ufficio a Tel Aviv della rappresentanza marocchina, aperto negli anni Novanta e chiuso nel 2000, è stato mantenuto nel tempo anche dopo la rottura dei rapporti tra i due paesi. E anche Israele ha continuato a pagare in questi anni gli affitti per il suo ufficio diplomatico a Rabat. Le sedi dunque ci sono, ora si tratta di aprirle. E a questo lavorano le due delegazioni, a cui, raccontano i media israeliani, se ne aggiungerà un’altra dal Marocco, di più alto livello, nelle prossime settimane. Gli obiettivi sono stati elencati dal Primo ministro Benjamin Netanyahu nel corso di una conversazione con il re marocchino Mohammed VI: apertura di uffici di collegamento, di ambasciate, avvio di voli diretti tra gli aeroporti di Tel Aviv e Rabat. Netanyahu ha inoltre detto di aver invitato ufficialmente Mohammed VI.