Le accuse egiziane

Nuovo schiaffo dell’Egitto all’Italia. Per la Procura generale del Cairo, intervenuta ieri, non ci sarebbe “alcuna ragione per intraprendere procedure penali circa l’uccisione, il sequestro e la tortura di Giulio Regeni, in quanto il responsabile resta sconosciuto”.
Si chiude, secondo Repubblica, il mese orribile della nostra diplomazia. Quello delle scorse ore sarebbe infatti “il certificato di morte di una cooperazione giudiziaria tra Italia ed Egitto che solo il presidente del Consiglio fingeva di considerare ancora degna di essere definita tale”.
Per La Stampa c’è un mondo dietro le pagine che mettono nero su bianco la versione egiziana, “quella secondo cui Giulio Regeni era sospettato di sobillare una nuova rivoluzione anche in virtù dei ‘vari viaggi effettuati in Italia, Turchia, Israele prima di rientrare in Egitto'”. C’è soprattutto, si legge, “il nuovo ruolo dell’Egitto nella regione”.

La giornata di ieri, per Israele, è stata segnata dall’arrivo via Usa dell’ex spia Jonathan Pollard. Ad accoglierlo all’aeroporto, con una carta d’identità del suo nuovo paese, il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Una presenza con duplice finalità, scrive il Corriere: “Onorare chi ha lavorato per lo Stato ebraico” e “incassare politicamente la medaglia di una lunga campagna per riportarlo a casa”.

Israele resta intanto in testa a tutte le classifiche di efficienza nella somministrazione del vaccino anti-Covid. A illustrare le ragioni di questo primato è Il Foglio: “I centri per la vaccinazione sono aperti 24 ore al giorno, anche il sabato e presto, ha detto il ministro della Salute, anche gli ospedali potranno gestire le dosi”.

La drammatica fine di Agitu Ideo Gudeta ha commosso l’opinione pubblica. Il movente come è noto non è il razzismo. Resta però immutata l’impressione, sottolinea Repubblica, “per il tragico destino di questa donna che, con la sua grande determinazione, era diventata il simbolo dell’integrazione possibile”.

Le scuole del centro di Roma protestano contro orari e lezioni al sabato. Tra le obiezioni al piano predisposto dalla prefettura, riporta il Corriere, “la significativa presenza di studenti di religione ebraica che ha indotto i consigli di istituto di diverse scuole ad articolare le lezioni su cinque giorni”.

In occasione del Giorno della Memoria la Triennale consegnerà a Liliana Rimini un diploma in ricordo del padre, il celebre architetto Alessandro. La notizia è segnalata sul Corriere Milano, con le parole di Stefano Boeri: “Un piccolo gesto doveroso”. Tra i firmatari di un documento che ne ricorda l’azione in campo architettonico anche il presidente della Comunità ebraica Milo Hasbani.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(31 dicembre 2020)