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Insegnare ai giovani

“… E Israel mandò la sua destra ponendola sul capo di Efraim, che era il più giovane” (Bereshit 48,20). Nell’atto di benedire i nipoti – Menascé ed Efraim – Giacobbe inverte le mani ponendo la destra sul capo del più giovane dei fratelli.
Il Chafetz Chaiim (Rabbì Israel Meir ha Cohen Kagan 1838 – 1933) nel suo commento alla Torah, spiega: “Perché Efraim è più meritevole di Menascé? Perché nella Torah è scritto che lui è più giovane; ossia perché non si è insuperbito, ma si è comportato con umiltà”. In base a ciò che è scritto: “suo fratello piccolo diverrà più grande di lui” (Bereshit 48,20) e, grazie al l’umiltà, meriterà la grandezza. Questo, prosegue il nostro Maestro, è per insegnarci quanto il Santo Benedetto Egli sia odia la superbia e quanto gli è cara l’umiltà.
È un messaggio profondo che ci fa capire quanto la Torah, che è insegnamento, sia rivolta ai giovani e quanto la funzione dei giovani sia fondamentale nella società ebraica.

Rav Alberto Sermoneta, rabbino capo di Bologna