moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Superiori, si riparte l’11 gennaio

Durante la notte il Consiglio dei ministri – in una riunione raccontata dai quotidiani come molto tesa – ha deciso per lo slittamento della riapertura al 50 per cento delle scuole superiori, spostata da giovedì 7 a lunedì 11 gennaio. “In questa maniera – scrive Repubblica – il governo ha cercato di trovare un’intesa con le Regioni molte delle quali, nel corso della giornata, avevano già annunciato ordinanze per il rinvio: Veneto, Fiuli Venezia-Giulia e Marche addirittura fino al 31 gennaio”. Elementari e medie riaprono regolarmente il 7.

Georgia, il voto decisivo per gli Usa. Oggi si vota in Georgia per i due decisivi seggi ancora vacanti al Senato. Il risultato deciderà il futuro dell’amministrazione guidata dal Presidente eletto Joe Biden “Se dalle urne esce la conferma dei due senatori repubblicani, Biden sarà ostaggio di una maggioranza avversa con cui dovrà negoziare compromessi al ribasso. – spiega Repubblica – Se i due democratici riescono in un nuovo exploit, dopo la risicata vittoria dello stesso Biden qui in Georgia a novembre, il Senato cambia di maggioranza e si apre uno scenario nuovo”. La Stampa racconta uno degli sfidanti in corsa, il pastore battista Raphael Warnock, che si trova davanti la senatrice uscente Kelly Loeffler. Quest’ultima, partecipando ieri a un comizio con il presidente Trump, ha dichiarato che si opporrà alla certificazione della vittoria di Biden. Un’affermazione sulla scia di quella di Trump, che continua a denunciare presunti brogli e a parlare senza prove di “elezioni truccate”. Un’accusa su cui si sta spaccando il partito repubblicano, rileva Repubblica. Chi sostiene Trump in ogni caso, è Enrique Tarrio, capo del movimento suprematista e misogino Proud Boys, intervistato oggi dal Corriere. Nelle stesse pagine si ricorda come, sul fronte opposto, i democratici abbiano confermato Nancy Pelosi come speaker alla Camera (la sua quarta volta).

Modello Israele. Anche in Italia si continua a sottolineare come Israele, con il suo milione e duecentomila vaccini somministrati dal 20 dicembre ad oggi, sia un modello da seguire (dal sottosegretario agli Esteri Scalfarotto sul Foglio, ai lettori di Repubblica). “Si procede al ritmo di circa 150mila iniezioni al giorno”, scrive Avvenire, riportando come Jerusalem Post abbia “individuato con molta precisione nove ragioni per cui Israele guida la classifica delle somministrazioni: un sistema sanitario di eccellenza, assicurazioni che funzionano, prevenzione, tecnologia, comunicazione eccetera”. Sui motivi del successo israeliano interviene sul Giornale il medico Enrico Mairov: “Bisogna disporre, come Israele, di un sistema socio-sanitario pubblico strutturato sul territorio, efficiente ed organizzato. – afferma Mairov – Fondamentale è l’efficienza di Klalit, Maccabi, Meuhedet e Leumit, le quattro grandi aziende sanitarie che, pur essendo pubbliche e dando lavoro a 45mila persone, vengono gestite con le regole del privato ovvero privilegiando competizione, meritocrazia e risultati”. In una breve il Corriere segnala che la corsa alla vaccinazione potrebbe rallentare ora in Israele vista la necessità di “garantire la seconda dose a chi ha già ricevuto la prima, in attesa che arrivino nuovi rifornimenti”.

La corsa iraniana al nucleare. L’Iran ha annunciato di aver iniziato il processo di arricchimento dell’uranio al 20% (Fatto Quotidiano e Repubblica). “La decisione dell’Iran di continuare a violare i suoi impegni, aumentando l’arricchimento dell’uranio non può essere spiegata in altro modo che col desiderio di continuare a perseguire il suo scopo di sviluppare un programma nucleare militare, Israele non permetterà che l’Iran produca armi nucleari”, ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu. A proposito di Medio Oriente, Repubblica racconta invece l’accordo trovato tra paesi del Golfo: il Qatar, dopo tre anni di embargo, esce dall’isolamento deciso dai vicini per “aver soffiato sulle primavere arabe e dato sostegno ad ogni forma di islamismo politico”.

Villa Emma, i libri salvati. Erano conservati in due casse di legno di una cantina di Modena, i 96 libri letti e studiati dai bambini ebrei che tra il 1942 e il 1943 trovarono rifugio a Villa Emma di Nonantola. Ora, come segnala il Corriere Bologna in una breve, sono stati restaurati da Formula Servizi di Forlimpopoli e affidati alla Fondazione Villa Emma in accordo con la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia-Romagna, con il sostegno dell’Ibc. “Si tratta di testi di studio o di svago in lingua tedesca, che forniscono un quadro degli interessi culturali della comunità ebraica tra gli anni ’30 e’40, con saggi storici e sociologici, politici, studi su ebraismo, femminismo, romanzi di formazione, dizionari, libri di preghiera”.

Memoria. “Questa mattina ho deposto una corona davanti al Muro del deportato al Verano per ricordare tutti 12.728 cittadini romani uccisi nei campi di concentramento nazisti. Senza memoria non c’è futuro”, così la sindaca di Roma Virginia Raggi, dopo aver partecipato alla cerimonia al cimitero monumentale del Verano – a cui era presente la presidente della Comunità ebraica della Capitale Ruth Dureghello – in ricordo del 77esimo anniversario della deportazione del 4 gennaio del 1944 (Repubblica Roma). In Francia invece, come segnala Paolo Berizzi nella sua rubrica Pietre (Repubblica), un cimitero ebraico è stato preso di mira: sessantasette lapidi sono state vandalizzate e imbrattate con svastiche a Fontainebleau.

Daniel Reichel