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Dubbi, timori e domande

L’assalto a Capitol Hill da parte dei manifestanti pro-Trump ha lasciato sicuramente dubbi, timori e molte domande. Forse non proprio stupore, perché conoscendo il personaggio e i suoi principali sostenitori con il loro spregio verso le istituzioni e il desiderio di seminare il caos, era possibile aspettarsi anche qualcosa di peggiore. Gli eventi di mercoledì sono stati più che un tentato golpe, una pericolosa pagliacciata, una pagliacciata che comunque è costata la vita a cinque persone e che aveva come scopo il sabotaggio di una democrazia e di un risultato elettorale. Eppure, tra le tante domande alle quali non riesco a rispondermi, è come sia possibile che ieri tra i sostenitori di colui che per alcuni è “il miglior amico di Israele” vi fossero cavernicoli con maglie inneggianti a Auschwitz, e a “sei milioni che non sono bastati”, o una deputata repubblicana – Mary Miller dell’Illinois – che in pubblico citava Hitler sostenendo “che egli avesse ragione”. Naturalmente nell’era della post-verità dove tutto è complotto e menzogna, qualcuno esordirà che i personaggi citati non fossero altro che infiltrati, o comunque individui isolati non rappresentativi dell’elettorato trumpiano. Ma perché allora si aggiravano indisturbati in mezzo agli altri, perché non hanno indignato nessuno, perché non sono stati allontanati? Probabilmente Donald Trump non in tutti lascerà un ricordo negativo e non sarebbe neppure corretto sostenere che settantaquattro milioni di americani siano dei dementi e degli analfabeti. Ma estimatori o meno, bisognerebbe anche far sì che la stima per un leader non diventi cieca adorazione dove tutto, dalla violenza nel linguaggio al carnevalesco assalto del congresso statunitense, possa essere sorvolato o tollerato come se fosse niente, solo perché Trump “ha fatto anche cose buone”. E soprattutto non barattiamo e banalizziamo la nostra memoria, la storia con le sue orrende vicende, quella civiltà che tanto esaltiamo solo quando diventa utile per compararla a quelle altrui, lasciandola in pasto a dei balordi in niente dissimili a talebani. Se così fosse, finiremo per tollerare e offrire libero sfogo a qualunque assurdità, come in parte sta già accadendo.

Francesco Moises Bassano

(8 gennaio 2020)