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Oltremare
Picasso cercasi

Per fortuna che in Israele ci sono i vaccini. Non solo per il fatto che ci sono in sé, ovviamente cosa molto desiderata e gradita, soprattutto per la sconcertante velocità ed efficienza con le quali si stanno distribuendo. E non solo perché anche per tutti i giovanissimi e le categorie a rischio che non potranno farsi vaccinare di persona, il rischio di contrarre il virus si abbassa ad ogni iniezione fatta anche su braccia altrui. Per fortuna che, se si parla di Israele, nelle ultime settimane non si parla che di vaccini, perché se a qualcuno venisse l’alzata d’ingegno di cercare di dare un senso a quella nebulosa informe che è diventata la politica israeliana, una labirintite non gliela toglierebbe nessuno. Dal momento un cui Kakhol Lavan ha rotto la coalizione con il Likud si è innescato un effetto domino che sta polverizzando la maggior parte dei partiti politici esistenti, in particolare quelli nuovi, con nomi roboanti e impossibili da memorizzare, ma senza molta storia alle spalle e senza la necessaria coesione e diligenza che sono necessarie per sopravvivere alle tempeste politiche da queste parti. Quelli che si divertono di più sono i sondaggisti, come capita spesso, i quali devono produrre scenari plausibili di alleanze tra partiti e persino singoli individui, giocando con i 120 seggi della Knesset come fossero pezzi di un puzzle diabolico, o anche meglio, pezzi di Lego che si possono impilare abbastanza a caso, tanto a guardar bene si incastrano quasi tutti con tutti, e che importa se alla fine ci troviamo con una casetta senza porte, o con il tetto che pende a metà da un lato e scoperta dall’altro. Le migliori costruzioni con il Lego, si sa, non le fanno i futuri ingegneri ma i futuri artisti. Quindi speriamo che emerga presto un Picasso che riesca a convincerci che quella cosa informe e colorata che ha costruito ha un senso politico, perché non vedo come altro ne usciremo. Nel frattempo occhio a chi va troppo in televisione a sbrodolarsi di lodi per il buon lavoro fatto con i vaccini. Una volta che saremo tutti vaccinati e felici, ci sarà ancora un paese in profonda crisi economica e sociale da governare, e potrebbe anche essere arrivato il momento di guardare avanti, e lasciare i leader attuali indietro, proprio perché troppo zavorrati da troppi anni di politica attiva, e da quest’ultimo anno di gestione del covid-19, non sempre eccellente su tutti i fronti.

Daniela Fubini

(11 gennaio 2021)