moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Domande a destra

Ma chi è Elena Donazzan, assessore all’Istruzione della Regione Veneto?
Definirla nostalgica sembra un po’ riduttivo. Vicina a Casa Pound, ammiratrice tronfia di Ezra Pound, il poeta, del quale poco tempo fa ella diceva: “riferimento della grande letteratura più raffinata, tentarono di negarlo per decenni. Fortunatamente intellettuali di ieri e di oggi, liberi pensatori e uomini di cultura, quella vera, hanno perspicacemente tenuto in vita il pensiero di questo straordinario poeta del Novecento per unicità nella scelta della letteratura, della vita, della filosofia politica”. “uomini di cultura, quella vera”! La cultura fascista, evidentemente. E poi, la filosofia politica di Pound! Un propalatore del pensiero fascista, ammiratore di Mussolini e Hitler, dalla mente fragile e confusa, che, per non condannarlo a morte per alto tradimento, l’America rinchiuse generosamente in un manicomio. È il Pound che ha scritto: “Ritengo che Hitler fosse un santo e che non desiderasse alcunché per se stesso. A mio parere, egli è stato raggirato sull’antisemitismo…” Davvero un lucido gigante del pensiero moderno! Un vero illuminato! Su queste pagine ho avuto modo, qualche tempo fa, di estrapolare alcuni gioielli da un florilegio di disgustose affermazioni antisemite uscite dalla bocca di questo grande pensatore del Novecento. Chissà se la signora Donazzan ne ha mai aperto una pagina. E chissà come sia riuscita a interpretarne il senso.
Ora, non ci si deve sorprendere che la signora Donazzan, ammiratrice di Pound e sostenitrice di Casa Pound, purtroppo anche Assessora all’Istruzione, scelga di cantare alla radio Faccetta Nera, per fortuna senza arrivare, forse per un fallo della memoria, a ‘quando saremo a Macallè, noi grideremo Viva il Duce e Viva il Re!’
Inutile commentare e superfluo davvero disquisire su questi personaggi che poi, siccome Facebook e Twitter sospendono loro gli account, scoppiano in pianto e giocano a fare le vittime del sistema comunista. Vale la pena di porre e di porsi invece delle domande piuttosto serie.
Al governatore Zaia chiederei che cosa intendesse ottenere quando ha assegnato alla Donazzan la responsabilità dell’Istruzione della Regione Veneto. Se sapesse che modello di istruzione aveva in mente la Donazzan. Quella dell’indottrinamento fascista?
A Fratelli d’Italia e al fascismo residuo e rimontante chiederei che cosa si pretenda e che cosa ci si aspetti quando si dichiara che, dopo tanto tempo, è necessaria la riconciliazione e che ‘basta con le recriminazioni contro il fascismo’, e che ‘il fascismo è storia’, e che bisogna accettare una memoria condivisa. Con chi dovrei condividere la mia memoria di ebreo perseguitato dal fascismo? Con i fascisti di Faccetta Nera?
Spero che anche molti italiani non ebrei si pongano questa stessa ultima domanda.
Alla destra liberale chiederei se non si pensi giunto il momento di liberarsi dei residuati improponibili e sconci della feccia fascista, razzista e violenta, per restituire al paese una seria scelta fra la sinistra e una destra pulita, davvero liberale, di cui il paese non si debba vergognare.
A noi stessi (e al governatore Zaia) chiederei pressantemente come dovremmo reagire se un giorno, il 27 gennaio, una qualsiasi signora Donazzan venisse incaricata di portare una corona di fiori ai nostri morti, inviati allo sterminio di Auschwitz dalla valorosa e volenterosa collaborazione dei fascisti nostrani? Sarebbe offensivo, per la Regione, se le chiedessimo di starsene a casa sua?

Dario Calimani