“Gino il Giusto,
esempio da seguire”

La chiusura di un cerchio. È il significato che Giovanni Malagò, numero uno dello sport italiano, ha attribuito alla targa in ricordo di Gino Bartali da lui recentemente svelata nel salone d’onore del Coni. L’omaggio non tanto a uno dei più grandi ciclisti della storia quanto all’uomo “Giusto” che mise a rischio la propria esistenza “per salvare vite innocenti”. 
“Una goccia nel mare, ma sono contento di averlo fatto. Ho sentito che fosse necessario lasciare un segno. Per ricordare i molti sportivi ebrei che furono perseguitati, ma anche chi come Gino si oppose a tutto ciò” ha affermato Malagò, tra gli ospiti di una conferenza online organizzata da una rete di scuole calabresi impegnate sul tema della Memoria che ha visto intervenire anche la Presidente UCEI Noemi Di Segni e Gioia Bartali, nipote del campione. 
Una mattinata intensa, ricca di testimonianze e impegno. Toccanti le parole dedicate da Gioia al nonno, che il Memoriale dello Yad Vashem ha proclamato “Giusto” nel settembre del 2013. Un racconto fatto anche di intimità, affetto, famiglia. “Per me è stato anche un grande nonno”, ha detto Gioia. 
A tracciare le conclusioni la presidente Di Segni: “Il messaggio che vorrei condividere è che la Memoria è fatta di milioni di frangenti, di singole storie che formano una storia più grande. Una storia, nel caso della Shoah, che ha una sua unicità assoluta”. La Shoah, ha voluto ribadire Di Segni, non inizia nel 1943 e neanche con le precedenti leggi razziste. Ma è il frutto “di secoli e secoli in cui si è sedimentato l’odio antisemita”. L’invito, per fare Memoria viva, per fare tesoro della drammatica lezione di quanto avvenuto, è ad intervenire “su ogni atteggiamento distorto, su quelle cose in apparenza piccole che possono purtroppo diventare grandi”.

(20 gennaio 2021)