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Il quaderno della Fondazione Murialdi
“Giornalisti cacciati nel ’38,
ricordo e impegno concreto”

Il 16 febbraio 1940 almeno trenta giornalisti ebrei vennero radiati dall’albo in seguito all’applicazione delle leggi razziste. Tra loro anche Alberto Pincherle, meglio conosciuto come Alberto Moravia.
A distanza esatta di 80 anni, la Fondazione sul giornalismo Paolo Murialdi, in collaborazione con la Comunità ebraica di Roma, aveva organizzato un evento in loro memoria segnato anche dalla simbolica reiscrizione di quanti furono allora epurati. Uno degli ultimi appuntamenti a svolgersi in presenza prima dell’avvento dell’epidemia e dell’ingresso del Paese in lockdown.
A quell’iniziativa è dedicato il numero tre dei quaderni Murialdi, recentemente stampato a cura della All Around Edizioni. All’interno diversi interventi dedicati a quel tema. Tra cui quelli di Vittorio Roidi, che della fondazione è il presidente; Paola Spadari, presidente del Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio; Silvia Antonucci, responsabile dell’archivio storico della Comunità; Massimo Finzi, assessore comunitario alla Memoria.
“Abbiamo il dovere di restituire dignità alle vittime, come di identificare le responsabilità dei protagonisti e di riconoscere i meriti di chi si è opposto alla persecuzione degli ebrei” aveva allora sottolineato l’assessore Finzi. “Il ricordo non basta. Occorre capire i meccanismi che hanno portato a quei fatti per lavorare sul nostro presente e sul nostro futuro”, incalzava poi Antonucci.
L’evento aveva rappresentato l’inizio di un percorso di elaborazione proseguito alcuni giorni dopo con l’inaugurazione a largo 16 ottobre, nel cuore dell’antico ghetto, di una Panchina della Memoria in ricordo di un giornalista (Edoardo Ricchetti) e di tre tipografi (Amedeo Fatucci, Leo Funaro e Pellegrino Vivanti) che furono deportati nei campi di sterminio senza fare ritorno. L’atto finale di una tre giorni di incontri denominata “Parole non Pietre”, promossa da Fnsi, Articolo21, Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e altre realtà della società civile. Tra esse anche la Comunità ebraica.

(Nell’immagine in alto il presidente della Fnsi Beppe Giulietti davanti alla Panchina della Memoria lo scorso 27 gennaio, in basso la copertina del nuovo quaderno della Fondazione Murialdi)

(1 febbraio 2021)