“70% dei cittadini europei vaccinati entro l’estate”
“Siamo appena all’inizio di una maratona e mi sento di confermare l’obiettivo di arrivare a vaccinare il 70% della popolazione adulta in Europa entro l’estate”. È quanto afferma la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, intervistata da alcuni quotidiani internazionali, tra cui Repubblica. Un’intervista in cui von der Leyen difende l’operato dell’Europa sul piano vaccinale e spiega che, dopo gli scontri iniziali, AstraZeneca ora è tornata sui binari giusti. “Con AstraZeneca il peggio è alle spalle, è un segnale positivo che abbia mostrato la volontà di accelerare le consegne”, afferma la presidente della Commissione Ue. Rispetto al Recovery Fund invece, von der Leyen afferma di aspettarsi la ratifica per tempo da parte degli Stati membri “perché è nel loro interesse farlo in modo che la Commissione possa andare sui mercati a raccogliere i soldi. Sui piani nazionali, invece, apprezzo che i governi lavorino intensamente con noi per farsi trovare pronti. Se ci saranno difficoltà lo vedremo alla fine”. Un messaggio in particolare a Roma, segnata da una crisi di governo da cui per il momento non si vede un’uscita. Tutti i quotidiani ne parlano, e per il momento sembra che tra Cinque Stelle, Pd e Italia Viva non si sia ancora trovata la quadra. Il presidente della Camera Roberto Fico salirà in ogni caso oggi al Quirinale per riferire l’esito del mandato esplorativo.
Golpe in Myanmar. “Non accettate il colpo di Stato”, è il messaggio lanciato ai suoi sostenitori da Aung San Suu Kyi, di nuovo prigioniera dell’esercito birmano. I generali l’hanno arrestata e hanno proclamato, tra le proteste internazionali, un intero anno di stato d’emergenza. A tracciare un ritratto di Suu Kyi, il Corriere della Sera, dal Premio Nobel per la Pace ai silenzi sul genocidio contro i Rohingya. “Adesso, disobbedienza civile”, dice al Corriere un suo stretto collaboratore. Il golpe, aggiunge Repubblica, rappresenta la prima prova internazionale per la nuova amministrazione Biden, che vuole evitare che il Myanmar ritorni sotto l’influenza cinese.
Zaki resta in carcere. Altri 45 giorni di carcere per Patrick Zaki: secondo fonti giudiziarie, media egiziani e anche la sua stessa legale è questo l’esito della nuova udienza svoltasi ieri sulla custodia cautelare dello studente egiziano dell’Università di Bologna detenuto dal 7 febbraio scorso con l’accusa di propaganda sovversiva. Un’ulteriore proroga che, secondo Amnesty, dimostra come in Egitto i diritti dell’indagato “valgano meno di zero” (Fatto Quotidiano).
Israele e il tracciamento. Il sistema della sanità d’Israele ancora al centro dell’attenzione dei quotidiani italiani. Il Messaggero evidenzia come l’estesa digitalizzazione permetterà di raccogliere velocemente i dati sugli effetti dei vaccini anti-Covid. Dati preziosi che il governo di Gerusalemme, in cambio dei rifornimenti necessari, condividerà con le aziende farmaceutiche, da Pfizer a Moderna. “Il governo – scrive il Messaggero – ha assicurato che il passaggio riguarderà solo statistiche generali e pubbliche e nessun nome o dato che possa far risalire all’identità della persona vaccinata”. Anche il Foglio si sofferma sulla situazione vaccini in Israele, sottolineando come i dati che arrivano dal paese siano utili anche per capire gli effetti delle varianti del Covid-19.
Memoria. Il Corriere racconta l’impegno di Giovanni Bloisi, il ciclista della Memoria, che da anni macina chilometri in bicicletta e allo stesso tempo mette sotto i riflettori storie del passato, dal salvataggio dei bambini di Sciesopoli all’eccidio di Marzabotto. Il Foglio invece ricorda l’iniziativa di Gariwo per fare in modo che l’Italia nomini un advisor sui genocidi. Mentre su Avvenire Milano si parla delle nuove pietre d’inciampo posizionate in città, tra cui quelle dedicate a Giulio e Rino Ravenna, cugini del padre di Liliana Segre.
Riad e i diritti violati. Il Fatto Quotidiano intervista Hatice Cengiz, compagna del giornalista saudita Jamal Khashoggi, ucciso, secondo i principali servizi segreti del mondo, per volontà della monarchia di Riad. Parlando del G20 in Arabia Saudita, Cengiz lo definisce un fallimento. “Soprattutto non è riuscito a fornire legittimità internazionale a coloro che sono i principali responsabili delle atrocità e della violazione dei diritti umani dentro e fuori i confini del Paese, compreso l’omicidio del mio Jamal”, ha affermato Cengiz. “Coloro che scelgono di sedersi alla corte di chi viola i diritti umani e di cantarne le lodi, fanno una scelta di schieramento: non sta a me giudicare”, aggiunge. Il riferimento è anche al leader di Italia Viva Matteo Renzi, volato a Riad per partecipare al vertice. “Credo che l’Arabia Saudita potrebbe essere il luogo di un nuovo Rinascimento per il futuro. Quindi, Vostra altezza, grazie molte e benvenuto”, ha detto Renzi. A lui si rivolge Enrico Deaglio su Domani: “Renzi, ricordati che i sauditi non hanno amici, ma servi”. Un avvertimento che Deaglio rivolge anche a Israele, impegnato in una possibile storica pace con Riad.
Segnalibro. Il destino di Masada al centro di un ampio articolo a firma di Paolo Mieli sul Corriere di oggi. In particolare, Mieli si sofferma sul nuovo saggio di Samuele Rocca, edito da Salerno, Mai più Masada cadrà, in cui si spiega che lo storico antico Flavio Giuseppe “vide nel sacrificio dei difensori della fortezza assediata dai Romani l’epilogo di una rivolta insensata. Invece l’Israele attuale celebra il valore di quei ribelli”.
Daniel Reichel