Il Quirinale apre le porte
anche al Talmud
“Leggere e capire l’intero testo non è sicuramente semplice, ma anche poche gocce dell’elisir della vita che si trovano al suo interno sono preziose per chi di esse si nutre”.
Intervenendo alla presenza di Sergio Mattarella, rav Adin Steinsaltz tratteggiava con queste parole l’immensa ricchezza del Talmud. Pochi minuti prima – si era nell’aprile del 2016, la sede era la prestigiosa Accademia dei Lincei – il Capo dello Stato aveva ricevuto in dono la prima copia della traduzione italiana del trattato di Rosh haShanà. Un progetto che nel suo evolvere (cinque i trattati finora tradotti: alla prima uscita sono seguiti Berakhòt, Ta’anit, Qiddushìn, Chaghigà) ha sempre ricevuto sostegno e apprezzamento dal Quirinale.
Apprezzamento che Mattarella ha rinnovato nelle scorse ore, accogliendo in visita il rav Riccardo Di Segni, che del progetto di traduzione è il presidente, e il direttore Clelia Piperno. Ad accompagnarli in questo incontro il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi.
(4 febbraio 2021)