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Il rebus maggioranza

Draghi c’è. La maggioranza, come titola La Stampa in prima pagina, è invece un rebus. Si annunciano ore molto delicate in questo senso, con il Presidente del Consiglio incaricato a confronto con le diverse forze politiche.
Scrive al riguardo il Corriere: “La partita è appena agli inizi e si giocherà nelle sale della Camera, teatro delle consultazioni. Resterà vuoto invece l’ufficio al piano nobile di Palazzo Koch, sede della Banca d’Italia, occupato in questi mesi da Draghi in qualità di governatore onorario”. Un ufficio dove, nelle ultime settimane, “ha visto avvicinarsi sempre di più la chiamata al Colle, distante del resto poche centinaia di metri”.
Impazza il toto-ministri. Modello di riferimento, secondo La Stampa, potrebbe essere il governo guidato tra ’93 e ’94 da Carlo Azeglio Ciampi (che lanciò Draghi sulla scena politica proponendolo a Guido Carli come direttore generale del Tesoro). Un esecutivo basato quindi “su una squadra mista di tecnici e politici”.
Resta intanto da capire l’entità numerica del sostegno parlamentare. Fa notare Repubblica: “Partiti spaccati, leader indecisi, maggioranze incerte e numeri ballerini: alla fine della sua prima giornata da premier incaricato Mario Draghi ha la consapevolezza che l’impresa che l’attende non è di portata inferiore a quelle che ha affrontato a capo di Bankitalia o della Bce”.

L’America pretenda dal Pakistan il killer di Daniel Pearl. È la richiesta di Bernard-Henry Levi al nuovo presidente Usa Joe Biden, formulata attraverso una lettera aperta pubblicata da Repubblica. Vi si legge: “Un’Amministrazione spesso cinica, senza scrupoli e principi, animata da una bassa autostima, ha lasciato credere negli ultimi quattro anni che si potessero impunemente calpestare il credo americano e i suoi più coraggiosi rappresentanti. Io spero che possa esigere e ottenere la consegna di Omar Sheikh”.

Su Repubblica appare anche una riflessione sul tema della post-memoria. Sulla sfida cioè di racconto e trasmissione degli orrori del passato di modo che la loro lezione sia davvero compresa. Ad ispirarla è anche un saggio su questo argomento uscito alcuni anni fa: L’era della postmemoria di David Bidussa.

Il presidente della Comunità ebraica di Torino Dario Disegni interviene sul delirante post sulla Shoah diffuso dall’amministrazione comunale di San Francesco al Campo. “Il sindaco deve prendersi la responsabilità di tutto e dissociarsi”, sottolinea Disegni alla Stampa.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(4 febbraio 2021)