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Risarcimenti

“Occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, gamba per gamba. Bruciatura per bruciatura, piaga per piaga, contusione per contusione” (Shemòt 21 vv. 24 e 25)
Il lettore che si accinge a studiare ciò che è scritto nella traduzione del nostro testo, non può pensare altro che gli ebrei siano dei barbari e che fondino la loro vita sulla violenza fisica. In realtà attenendoci scrupolosamente al testo e soprattutto ai commenti dell’esegesi, il termine “tachat” che accompagna l’organo che subisce il danno “ain tachat ain..” vuole indicare il risarcimento pecuniario al danno ricevuto. Ossia: “Occhio secondo il valore dell’occhio; dente secondo il valore del dente ecc.”.
Rashì spiega dicendo che a seconda dell’età e della condizione fisica, colui che subiva il danno veniva risarcito.
Quando ai nostri tempi ci accingiamo a stipulare un contratto di assicurazione sanitaria non ci chiedono forse l’età e tutti gli esami clinici possibili, per farci pagare o risarcirci in base alla nostra età e alla condizione di salute?
La Torah ha previsto tutto questo soltanto qualche millennio prima di quello che avviene oggi.

Rav Alberto Sermoneta, rabbino capo di Bologna