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Bergoglio a casa Bruck
“Memoria è vivere,
scrivere è respirare”

“Ricordare è una sofferenza, ma non mi sono mai sottratta. Anche illuminare una sola coscienza vale la fatica e il dolore di tenere vivo il ricordo di quello che è stato. Per me la memoria è vivere e la scrittura è respirare”.
In una intensa intervista con L’Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, Edith Bruck tracciava con queste parole l’impegno di una vita di testimonianza, scrittura, poesia. L’occasione era la pubblicazione del suo ultimo libro, Il pane perduto, uscito con La nave di Teseo in occasione del Giorno della Memoria. Diversi e complessi i temi che la poetessa ungherese di nascita ma italiana d’adozione ha affrontato nel colloquio con Francesca Romana de’ Angelis, ricevendo un apprezzamento tra gli altri da papa Bergoglio. Ne è scaturita la richiesta di un incontro, avvenuto nelle scorse ore nell’appartamento romano di Bruck. “Sono venuto qui da lei – ha detto il papa incontrandola – per ringraziarla della sua testimonianza e rendere omaggio al popolo martire della pazzia del populismo nazista e con sincerità le ripeto le parole che ho pronunciato dal cuore allo Yad Vashem e che ripeto davanti ad ogni persona che come lei ha sofferto tanto a causa di questo: perdono Signore a nome dell’umanità”.
Nata nel 1931, Bruck è sopravvissuta all’orrore di Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen. Nel 1959 è uscito il suo primo libro: Chi ti ama così. Nel 1962 pubblica il volume di racconti Andremo in città, da cui il marito Nelo Risi trae l’omonimo film. È autrice di poesia e di romanzi come Le sacre nozze (1969), Lettera alla madre (1988), Nuda proprietà (1993), Quanta stella c’è nel cielo (2009), trasposto nel film di Roberto Faenza Anita B., e ancora Privato (2010), La donna dal cappotto verde (2012) e La rondine sul termosifone, pubblicato nel 2017 da La nave di Teseo. Libri di grande impatto in cui affronta temi come Memoria, la vecchiaia, la fragilità. In una recente intervista con Pagine Ebraiche, dedicata all’impatto sociale della pandemia, ha sottolineato: “Ci sarà da stare attenti perché in tempi di crisi l’antisemitismo torna sempre alla ribalta. Io cercherò di contrastarlo con quelle che sono le mie possibilità: scrivendo libri, incontrando i giovani”.
La conversazione con il papa, rende noto la Santa Sede, “ha ripercorso quei momenti di luce di cui è stata costellata l’esperienza dell’inferno dei lager e ha evocato i timori e le speranze per il tempo che viviamo, sottolineando il valore della memoria e il ruolo degli anziani nel coltivarla e tramandarla ai più giovani”.
All’incontro era presente anche il direttore della testata vaticana Andrea Monda.

(21 dicembre 2021)