Crimini nazisti in Italia,
un capitolo si chiude
nel segno dell’impunità
Uno era tra i responsabili di alcune stragi compiute nell’Appennino tosco-emiliano, l’altro era coinvolto nell’uccisione di ufficiali italiani a Cefalonia. Entrambi avevano ricevuto una condanna all’ergastolo. Ma nessuno dei due ha mai trascorso un singolo giorno in cella.
Sono da poco morti in Germania gli ultimi due criminali nazisti condannati in Italia. Un capitolo che si chiude nel modo peggiore.
“Oltre 500 indagini, 17 processi, 57 ergastoli e nessuno ha scontato la pena” l’amaro commento del procuratore generale militare Marco De Paolis, riportato tra gli altri dal Corriere. L’impunità di massa dei nazisti responsabili delle peggiori stragi commesse in Italia, si legge nell’articolo, “ormai è un fatto compiuto”.
Sulla Stampa, in un commento su questa vicenda, Elena Loewenthal fa riferimento ad alcuni valori ebraici universali: “L’ingiustizia di questa impunità e di queste due pacifiche e appagate morti ci dice, ancor oggi, che quella storia non è affatto chiusa. Che nel processo del tigqun olam, ‘riparazione del mondo’ cui secondo l’ebraismo siamo tutti chiamati a collaborare perché questo è il vero senso della vita, c’è ancora tanto, decisamente troppo cammino da fare”.
“Condurremo un’analisi approfondita della sicurezza di questo incidente e lavoreremo fianco a fianco con le autorità congolesi e italiane, mentre conducono le indagini penali per garantire che i responsabili di questo crimine siano assicurati alla giustizia”. È quanto afferma il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, in risposta a una domanda della Stampa sull’agguato in cui hanno perso la vita in Congo l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo.
Forze speciali russe sarebbero impegnate in Siria nel recupero dei resti di Eli Cohen. Le operazioni di scavo si starebbero svolgendo nel cimitero di un campo profughi palestinese. Per Il Fatto Quotidiano, “la restituzione dei resti di un eroe dello Stato ebraico sarebbe per il Cremlino un vero colpo da maestro, destinato a lasciare un segno nelle relazioni fra i due Stati”.
Repubblica, in una breve, segnala il riacutizzarsi della tensione tra Israele e Iran dopo l’attacco alla nave israeliana nel Golfo dell’Oman. “L’esercito agisce e agirà contro le minacce sia vicine sia lontane”, le parole del capo di stato maggiore Aviv Kochavi. Nella notte, in risposta all’attacco, l’aviazione israeliana ha colpito alcuni obiettivi strategici iraniani in Siria.
Nell’ambito dello spazio “Tracce urbane”, il Corriere Roma invita a una sosta in via Rasella. Tra le testimonianze vive di quel che accadde il 23 marzo 1944 i segni delle raffiche e l’intonaco punteggiato dai proiettili del palazzo che si trova all’angolo con via Boccaccio.
Lo scrittore Alessandro D’Avenia, nella sua rubrica Ultimo banco sul Corriere, riflette sul significato della Giornata dei Giusti. Il termine Giusto, sottolinea, “viene dalla cultura ebraica che riteneva tale l’uomo capace di distinguere il bene dal male e di assumersene la responsabilità”.
Sul Messaggero si parla del nuovo fronte aperto da Gusto Kosher, festival enogastronomico casher che quest’anno si svolge solo su podcast. Si tratta, viene spiegato, del “primo evento food italiano in una versione per l’ascolto”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(1 marzo 2021)