La scelta di Austria e Danimarca
“I vaccini insieme a Israele”
Primo dcpm dell’era Draghi: tra le misure più stringenti che si andranno ad adottare spicca la chiusura di tutte le scuole in zona rossa.
“Dal 6 marzo – si legge nel decreto – si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.
A livello europeo arriva intanto la notizia che Austria e Danimarca “svilupperanno insieme a Israele i vaccini di seconda generazione contro le mutazioni del coronavirus e faranno ricerca comune per le cure”.
Sotto accusa, segnala tra gli altri Repubblica, c’è la lentezza dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco “che in assenza della corsia preferenziale delle procedure d’emergenza ha impiegato più tempo degli Usa o del Regno Unito per il via libera ai primi immunizzanti”.
A Gerusalemme è previsto per domani un vertice a tre, con Netanyahu che accoglierà il cancelliere austriaco Kurz e la prima ministra danese Frederiksen. Ad incontrarsi saranno tre dei First mover. E cioè, si ricorda, i “sette Paesi considerati virtuosi nella lotta al Covid che nei mesi scorsi hanno creato un’alleanza per condividere strategie di contenimento della pandemia”.
Il Sole 24 Ore dedica una inchiesta alla campagna di somministrazione del vaccino in Medio Oriente, messa in crisi da varie tensioni e conflitti. Nel mondo arabo la pandemia è sempre più letale. Tra le poche eccezioni c’è la Striscia di Gaza. A tenere distante il virus, si legge in un passaggio assai sgradevole, il “severissimo lockdown imposto da Israele ormai dal 2006, che da allora ha isolato Gaza dal mondo”.
Il Corriere presenta il lavoro dello storico austriaco Roman Sandgruber, autore di uno studio su Alois Hitler, il padre del dittatore nazista. “Probabilmente – viene sottolineato – nessuna figura storica è stata al centro di libri, studi e ricerche più di Adolf Hitler e di coloro che gli ruotarono intorno prima e durante la sua sciagurata stagione al potere, dai gerarchi del nazismo ai suoi generali, passando per il suo architetto e la sua regista prediletta, e ancora l’avvocato, il medico, la segretaria, la guardia del corpo, l’autista, perfino il suo astrologo. Ma nulla si è mai saputo del padre del Führer”.
Basterebbe solo questo, si legge, “a qualificare come straordinario il libro” (appena uscito in Germania e Austria per i tipi di Molden Verlag).
Interrogatorio davanti al pm per Monica Amore, Consigliera comunale a Torino con il Movimento Cinquestelle, che nelle scorse settimane aveva condiviso via social della paccottiglia antisemita. Iniziativa che le è costata una indagine della procura per diffamazione aggravata dall’odio razziale. L’indagine, segnala La Stampa, “ha preso il via dalla denuncia presentata dal legale Tommaso Levi, incaricato dal presidente della Comunità ebraica Dario Disegni di predisporre e consegnare un esposto”.
Avvenire si sofferma su Sparare a una colomba, la raccolta di saggi e interventi dello scrittore israeliano David Grossman appena pubblicata da Mondadori. Per Grossman, viene evidenziato, “la letteratura è l’arte di dare concretezza all’immaginazione, è la stupefazione per l’uomo, per la sua complessità, per la sua ricchezza, per le sue ombre”.
La stampa cattolica, ma non solo, dedica molti articoli all’imminente viaggio di papa Bergoglio in Iraq. In evidenza tra le altre la scelta di fare tappa a Ur, il luogo dove nacque Abramo. “Un’occasione per pregare insieme ai credenti di altre fedi religiose, in particolare musulmani, per ritrovare le ragioni di una convivenza tra fratelli” riporta l‘Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede.
Il Giornale pubblica l’intervento di un lettore a commento della recente richiesta di perdono avanzata da Emanuele Filiberto per le leggi razziste firmate dal bisnonno Vittorio Emanuele III. A detta del lettore un gesto caratterizzato da “elevatezza morale, onestà intellettuale e cristiana pietà”. Mentre le critiche che ne sono scaturite, sostiene con grande faccia tosta, rivelerebbero “astio e pregiudizio nei confronti di una dinastia millenaria”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(3 marzo 2021)