Nissan

“E una nube copriva la Tenda della Radunanza e la Gloria di D-o riempiva il Santuario” (Shemòt 40; 34) È con queste parole che si descrive la conclusione della costruzione del Mishkan – il Tabernacolo mobile del deserto. Secondo quanto scritto nella Torah, il Mishkan viene completato nel primo giorno del primo mese del secondo anno di permanenza nel deserto. (Shemòt 40;1)
La coincidenza delle date fa pensare che tutto si muova su questo mondo soltanto per volontà di D-o.
Il primo giorno del primo mese del primo anno gli ebrei, ancora nella condizione di schiavi in Egitto, si preparavano alla loro liberazione e all’abbandono definitivo di quel luogo che gli aveva procurato soltanto dolore, affanni e preoccupazioni.
Ad un anno di distanza da quel momento, ricevevano in quella stessa data il secondo degli elementi che li avrebbe resi liberi ed indipendenti: il Mishkan, luogo dove si svolgeva il culto e, soprattutto, si amministrava la Torah. Il terzo elemento – la terra di Israele – lo riceveranno dopo quaranta anni di permanenza nel deserto, ma proprio nella stessa data di quando uscirono dall’Egitto: il 15 di Nissan. (Giosuè 5; 2 e segg.)
I chakhamim del nostro popolo insegnano dicendo che: “Di Nissan fummo redenti dalla schiavitù egiziana, così di Nissan saremo definitivamente redenti da tutte le sofferenze”.
Possa il Signore esaudire le preghiere millenarie del nostro popolo e liberarci definitivamente da ogni tipo di sofferenza.

Rav Alberto Sermoneta