Segnalibro – Amori e pandemie
Tra spunti autobiografici e pièce teatrali, il racconto di un anno che ha cambiato la vita di tutti. Amori e Pandemie (ed. Sole 24 Ore), il nuovo libro della giornalista parlamentare Elisabetta Fiorito, ci porta a rivivere l’incredibile altalena di emozioni che ha contraddistinto gli ultimi dodici mesi.
Ve ne proponiamo un estratto.
Non ho capito nulla di come il virus entri dentro il nostro organismo, di come si riproduca, di come si assembli e di come si centrifughi. Non sarò mai un’immunologa, ma nemmeno un ct della nazionale. Il virus intanto continua la sua corsa e colpisce Ibrahimovic. Per quanto mi riguarda, Ibrahimovic potrebbe essere uno sconosciuto al pari della proteina Spike, l’Ace2 e tutto il cucuzzaro del Covid. Purtroppo, però, posso non sapere cosa sia la proteina Spike, ma devo assolutamente conoscere Ibrahimovic. Il centravanti del Milan si è beccato il Covid e descrizioni strazianti parlano del campione in isolamento nel suo “misero” appartamento di Porta Nuova. In questi giorni, la presenza divina ci manda messaggi, ormai ne sono sicura. Colpire Ibra per fare stare a casa tutti, anche tifosi e no vax. I presidenti dei club insistevano per aprire gli stadi, ma dopo Ibra se la prendono in saccoccia. San Siro rischiava di diventare lo stadio più colpito della regione più colpita. Nel frattempo, Israele è in lockdown totale per le festività. Spaccatura all’interno del governo, non è che gli esecutivi siano divisi soltanto da noi, giro di vite da venerdì e fino alle solennità ebraiche che vanno ben oltre Kippur. Dopo i giorni terribili, c’è Sukkot, la festa delle capanne e Simchat Torah. Sbrano chiunque si lamenti per i tre giorni di Natale. Come risolvono con la preghiera? Le funzioni saranno all’aperto, facile in un Paese mediorientale, non ci si potrà allontanare dal proprio domicilio per più di un chilometro, le sinagoghe chiuderanno a partire da venerdì, ma saranno aperte a capacità limitata con i fedeli divisi in piccoli gruppi per le venticinque ore di Yom Kippur, digiuno senza mangiare e senza bere per espiare i propri peccati. «I peccati? Perché oltre al Covid, abbiamo altro da espiare?». Mio marito alza le braccia al cielo e rinuncia a darmi spiegazioni.(…).
Si va verso Kippur, il giorno dell’espiazione, mentre i contagi tornano drammaticamente a salire. Una tempesta investe l’Italia. Non è vero che tra Rosh Hashanà e Kippur arriva l’autunno, adesso arriva direttamente l’inverno. Mio suocero è morto prima dell’effetto serra e non poteva sapere che il clima sarebbe cambiato in modo così repentino. Chiedo a mio marito se per caso non ha qualcosa da farsi perdonare, ma lui mi risponde che semmai sono io che dovrei farmi perdonare per tutte le cose che abbiamo fatto soffrire agli ebrei, almeno l’inquisizione me la devo prendere sulle spalle. Domenica mattina vorrei andare al cimitero a trovare mia madre, ma la pioggia mi fa desistere. Non mi resta che cucinare per l’inizio del digiuno, mentre faccio gli auguri a una mia amica al telefono perché, incredibile ma vero, si fanno gli auguri per iniziare a digiunare.
Elisabetta Fiorito – Amori e pandemie
(16 marzo 2021)