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Biden contro Putin

Alta tensione tra Stati Uniti e Russia dopo le dichiarazioni in un’intervista rilasciata al canale televisivo statunitense ABC News dal presidente Usa Joe Biden. “Lei conosce Vladimir Putin, pensa che sia un assassino?” “Sì, lo penso”. La domanda del giornalista e la replica di Biden, che ha inoltre promesso che la Russia pagherà “il prezzo” per la sua intromissione nelle elezioni americane. Dopo l’intervista, raccontano oggi i quotidiani, Putin ha richiamato il suo ambasciatore negli Usa. “Washington – spiega il Corriere – pensa semplicemente a contenere la Russia, visto che aiutarla a diventare un Paese democratico non è più ritenuto possibile. Ma questo non vuol dire che le due superpotenze non possano collaborare dove hanno interessi comuni. Intanto la non proliferazione degli armamenti, con il rinnovo dell’accordo Start sui missili nucleari. E poi la pacificazione di varie aree del pianeta”. La Russia pagherà in ogni caso il prezzo per la sua intromissione nella democrazia Usa, spiega l’analista Ian Bremmer al Corriere: una strada, la possibile “cancellazione del gasdotto Nord Stream, strategico per l’influenza russa sull’Europa”.

Cina primo avversario Usa. Scontro con i russi a parte, per Washington, evidenzia Repubblica, il vero rivale strategico è la Cina: sia economico, sia sul fronte dei diritti. Da qui le sanzioni decise contro una cerchia di dirigenti del regime cinese considerati responsabili per gli abusi contro lo Stato di diritto a Hong Kong. Ma anche rifiuto di Biden “della ‘coercizione economica’ contro alcuni paesi alleati. Un caso esemplare è l’Australia, presa di mira con ritorsioni commerciali da Pechino, per aver chiesto un’indagine internazionale sulle origini del Covid”.

L’ennesima strage Usa. Il New York Times racconta come la “furia di un uomo armato che ha ucciso otto persone, tra cui sei donne di origine asiatica, nella zona di Atlanta questa settimana” abbia “scatenato una nuova ondata di paura e indignazione tra gli asiatici-americani, arrivando in un anno di violenza anti-asiatica in tutto il paese”. “Per gli investigatori – segnala Repubblica – la strage non sarebbe motivata da odio razziale come inizialmente ipotizzato: a scatenare la furia, in questo caso, sarebbe stato un corto circuito di desiderio, senso di colpa, voglia di sradicare ‘il peccato’”. Rimane però la paura della comunità di origine asiatica per le violenze.

Europa e vaccini. Aperture dei quotidiani italiani dedicate all’imminente decisione dell’Agenzia europea del farmaco sul vaccino Astrazeneca, sospeso in via precauzionale per verificare se ci sia correlazione tra alcuni casi di trombosi e il vaccino. Per i media, il nuovo via libera al vaccino è la strada di gran lunga più probabile.“Il rischio zero non esiste, ma qui i benefici sono di gran lunga superiore ai costi, quasi inesistenti”, la chiara presa di posizione dell’immunologo Francesco Le Foche, in un colloquio con il Corriere. Sul Fatto il direttore di microbiologia clinica e virologia Maria Rita Gismondo critica l’atteggiamento dei media per creato allarmismo sul caso Astrazeneca: “In questi giorni si è data, a mio parere, un’enfasi esagerata ed emotiva ai casi presunti, ma ancora tutti da provare, di decessi avvenuti, non a causa (fino a quando non sarà dimostrato) ma dopo la vaccinazione. È stato osservato che il numero di questi casi non si discosta da quanto accade nella popolazione non vaccinata. Purtroppo si muore, per diverse cause, con o senza vaccino. II vaccino, almeno, ne elimina una. Vogliamo precludere questa possibilità?”.

Green card. Il Messaggero segnala come l’Unione europea pensi a una Carta verde, sulla scia del Green pass israeliano, che permetta la libera circolazione tra i paesi Ue. La Carta dovrebbe dire “se chi si sposta è stato vaccinato, è guarito dall’infezione oppure ha effettuato un test con esito negativo”.

Antisemitismo colpisce tutti. “Di fronte ai recenti episodi di ostilità antiebraica è un falso alibi aspettarsi che siano gli ebrei e i loro organismi rappresentativi a dover reagire per primi, come se si trattasse di una tenzone a due fra un’accolita di estremisti e la minoranza dei loro nemici giurati. Ad essere colpiti da quella forma di ostilità così chiaramente connotata, insieme al mondo ebraico, sono infatti tutte le componenti della società, e in particolare la qualità della convivenza e del dibattito fra di loro”, lo scrive Fabio Levi, direttore del Centro Internazionale Primo Levi di Torino, presentando, sulle pagine torinesi de La Stampa, l’incontro online di questa sera “L’antisemitismo ritorna: cosa fare?” con, oltre a Levi, Massimo Giannini, direttore La Stampa, Paolo Borgna, giurista, e la coordinatrice contro l’antisemitismo Milena Santerini.

James Levine (1943-2021). Uno dei direttori d’orchestra più importanti al mondo che per oltre 40 anni è stato sul podio della Metropolitan Opera, James Levine è morto a Palm Springs in California a 77 anni. “Non si è mai dato pose da sacerdote della cultura. Eppure, nel lavoro, tutto quanto ha fatto l’ha azzeccato. – racconta Repubblica – In Europa si è fatto notare nel 1976, a Salisburgo, con La clemenza di Tito di Mozart. Nel 1982, lui, ebreo, nipote di un cantore di sinagoga, fu chiamato al festival wagneriano di Bayreuth per dirigere l’edizione del centenario di Parsifal”. Nel 2018 Levine era stato licenziato dal Met dopo un’inchiesta per molestie sessuali, aggiunge il quotidiano.

Roma, deliri no-vax. Il mondo ebraico e non ha condannato in queste ore le deliranti affermazioni del consigliere del Municipio XII di Roma Massimiliano Quaresima (ex M5s e oggi al gruppo Misto) che, nel corso della discussione sua una mozione sui vaccini, ha dichiarato: “Il piano vaccinale è come la Shoah” (Leggo Roma).

Daniel Reichel