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La scelta di Rivlin

In queste ore il Presidente d’Israele Reuven Rivlin annuncerà la persona a cui affiderà l’incarico di formare una coalizione di governo. Salvo sorprese, quella persona sarà il Primo ministro uscente Benjamin Netanyahu, come segnala il Giornale. Ma per poter raggiungere la maggioranza Netanyahu dovrà convincere la lista araba Raam e la destra di Yamina ad entrare nella sua coalizione. Si prospetta una trattativa complicata con Yamina che ha incontrato il blocco avverso, quello guidato da Yair Lapid e potrebbe trovare con lui un’accordo. Netanyahu, inoltre, ricorda il Foglio, è tornato al banco degli imputati: ieri infatti è ripartito il processo a suo carico per corruzione, frode e abuso d’ufficio. Secondo la procuratrice Liat Ben Ari, riporta Domani, Netanyahu “ha usato il potere del suo incarico per le sue ambizioni personali” (del processo parla anche il Fatto Quotidiano). Il Foglio segnala inoltre come l’attenzione di Israele sia rivolta anche verso l’Europa: e in particolare su Vienna dove si tiene il vertice sul nucleare iraniano con la partecipazione Usa ed europea. Gerusalemme, segnala il quotidiano, “vuole fare in modo che il patto venga cambiato, esteso, e comprenda tanti altri dossier oltre al nucleare”.

Equilibri mediorientali. La Stampa riporta l’annuncio del regime iraniano, che dichiara di aver catturato “una spia israeliana” nella provincia orientale dell’Azerbaigian. “La retata di ‘spie’ serve qui da monito e per il compattamento interno, tanto più se davvero dovesse esserci un cittadino israeliano, fatto altamente improbabile. – scrive il quotidiano torinese – Lo Stato ebraico non ha commentato la notizia come non ha mai ammesso, né smentito, di essere dietro l’uccisione di Fakhrizadeh e di altri quattro scienziati. Ma è pacifico che fra il 2010 e il 2012, e poi di nuovo l’anno scorso, sono entrati in azione gruppi di fuoco del Mossad”. Secondo La Stampa l’Iran è preoccupata della collaborazione tra Israele ed Emirati sul fronte dei servizi segreti. Intanto a preoccupare l’intelligence israeliana è la tensione in Giordania, con il presunto colpo di stato da parte del principe Hamza ai danni del re Abdallah. Repubblica spiega che sembra tutto rientrato con Hamza che ha dichiarato ufficialmente di essere “fedele ad Abdallah”. Il quotidiano spiega che però la partita interna alla famiglia reale di Giordania potrebbero essere solo all’inizio.

Rav Elia Richetti (1950-2021). Continuano ad arrivare parole di cordoglio per la scomparsa di rav Elia Richetti z.l. “Una perdita immensa per l’ebraismo italiano”, le parole della Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni riprese dal Corriere Veneto e da Avvenire, che richiama inoltre il titolo del portale dell’ebraismo italiano Moked dedicato a rav Richetti: “Maestro di Torah e di umanità”.

Biografia di Philip Roth. Oggi negli Usa esce l’attesa biografia del romanziere americano Philip Roth firmata da Blake Bailey. “Negli ultimi sei anni della vita, Philip ha risposto a tutte le mie domande, fornendomi l’accesso a qualsiasi cosa, dovevo solo chiedere”, racconta lo stesso Bailey al Messaggero. Riguardo al rapporto con le donne dello scrittore, tornato d’attualità, il biografo spiego: “Philip non aveva nemmeno un grammo di monogamia nel suo corpo ed era perfettamente in grado di oggettivare sessualmente le donne e fare battute di cattivo gusto al riguardo (come spesso accade nei suoi romanzi). Ma questo lo rende un misogino? Philip ebbe amicizie per tutta la vita con donne formidabili e intellettuali; i suoi redattori preferiti erano donne, i suoi avvocati erano donne, il suo agente era una donna. Ripeto, Philip Roth non può essere ridotto a un’etichetta di alcun tipo”. A difendere Roth è anche Alessandro Piperno sul Corriere della Sera: “Lo hanno chiamato misogino, antisemita, morboso. Ma in una sua virgola c’è più morale che in chi lo accusa”, scrive Piperno.

No vax antisemita. Il Foglio pubblica una lettera a firma di Milena Santerni, coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, legato al caso della prefazione del procuratore Gratteri ad un libro no-vax e antisemita. “L’accostamento tra ebrei e rabbia no vax non è casuale gnificato. – scrive Santerini – Anche se l’antisemitismo come ossessione non ha alcun senso, il sistema di odio che lo produce serve a garantire sicurezza, identità, unità dei no-tutto contro il nemico esterno. Per questo l’accostamento tra ebrei e rabbia dei no vax non sembra casuale. Anzi, l’antisemitismo è una matrice fondante del cospirazionismo, oggi scatenato dal virus, domani da altre crisi”.

Vaccini e pagamenti. Pfizer ha fermato una fornitura di 700mi1a dosi di vaccino anti-Covid a Israele perché non ha ricevuto il pagamento degli ultimi 2,5 milioni di dosi. Lo scrive il Jerusalem Post; secondo il giornale funzionari della Casa farmaceutica americana si sono detti preoccupati che il governo di transizione non pagherà. La radio dell’esercito ha riportato che Pfizer ha definito Israele “una repubblica delle banane” (La Stampa).

Daniel Reichel