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Noi e il mondo che cambia
Un tempo per studiare Torah

I nostri Maestri lo insegnano chiaramente, occorre fissarsi dei momenti precisi per studiare, altrimenti si rischia di non trovare mai tempo (“non dire quando sarò libero da impegni studierò, poiché forse non ti libererai”, così leggiamo nei Pirqè Avòt). Ora diversi di noi hanno un’occasione in più per farlo. Molte aziende nel mondo stanno considerando di non tornare al 100% al sistema lavorativo precedente al corona-virus, neanche a pandemia conclusa. Alcune fra le maggiori lo hanno già dichiarato ufficialmente, altre lo stanno valutando. Prendiamo un esempio eclatante ma niente affatto isolato: Google ha affidato al suo Chief Innovation Evangelist (si chiama proprio così…) la co-direzione del progetto “re-imagine”, che si prepone di ripensare il modo di lavorare dell’azienda in modo che risulti il più efficace possibile. I nostri Maestri si riconoscerebbero facilmente in questo approccio, per il quale a fronte di una calamità non si può e non si deve solo sperare che passi e che tutto torni come prima. Occorre invece riesaminare le cose e cercare possibili correzioni da apportare alle proprie abitudini, possibili miglioramenti. Vale per ogni singola persona e vale per la collettività. Il rabbino capo del Regno Unito, rav Ephraim Mirvis, lo ha dichiarato in modo netto: “la vita ebraica deve cambiare per sempre” (clicca qui per l’articolo del The Jewish Chronicle per l’insieme delle cose alle quali si riferisce).
Tornando alle aziende, uno dei principali punti di cambiamento è quello del lavoro da remoto. Sembra che l’indirizzo prevalente sia quello della soluzione ibrida: alcuni giorni si lavora in ufficio, altri giorni si lavora da casa. Una conseguenza immediata è che in quei giorni in cui si lavora da casa, si risparmia il tempo di andare al lavoro e quello del ritorno. Mezz’ora, un’ora, spesso pure due. È tempo prezioso che può svanire facilmente, ognuno di noi ha sicuramente incombenze che spontaneamente lo riempiranno, senza neanche rendersene conto. Risultato praticamente certo se si tiene al riguardo un atteggiamento passivo. È proprio qui che occorre essere proattivi e decisi: imporsi che esattamente quel tempo vada dedicato allo studio.

Rav Michael Ascoli

(6 aprile 2021)